L’ Osservatorio Q|P raccoglie, analizza e interpreta i dati come i listini delle auto nuove, le quotazioni usato, i valori previsivi, le quotazioni delle auto storiche, i listini dei ricambi ufficiali, i listini delle moto e le relative quotazioni.
Monitoraggio
analisi
Business Intelligence
Grazie alla nostra banca dati, siamo in grado di effettuare un monitoraggio costante e un’approfondita analisi dei dati. L’ Osservatorio Q|P è una fonte di informazione autorevole e continuamente aggiornata. Permette di fotografare con precisione le dinamiche del settore automobilistico e motociclistico, sia in forma aggregata che disaggregata (per alimentazioni, segmenti, marche e modelli).
20 gennaio 2026
IL PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI RICAMBI OEM È ARRIVATO A 400 EURO. E LA DINAMICA DEGLI INCREMENTI, CHE PURE RALLENTA, RESTA SUPERIORE ALL’INFLAZIONE.
IN PARTICOLARE NELLA CARROZZERIA E NEI COMPONENTI PIÙ SOSTITUITI
È salita a 400 euro la media dei prezzi di listino Iva inclusa dei ricambi originali (OEM), ma la corsa al rialzo, che da metà 2023 resta stabilmente superiore all’inflazione, è tornata a rallentare dopo l’inversione di tendenza registrata con la rilevazione di ottobre 2025. Questa, in estrema sintesi, la dinamica dei dei componenti auto a gennaio 2026 secondo l’Osservatorio Quattroruote Professional, potente strumento di analisi del mercato e di business intelligence dell’Editoriale Domus.
A gennaio prezzi in salita del 2,8% su base annua
Se si prendono in considerazione tutte e 236 le categorie in cui è suddivisa la Banca Dati Ricambi di Quattroruote Professional, il prezzo medio di listino Iva inclusa è risultato, a gennaio, pari a 399,74 euro, il 2,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025, il valore più basso degli ultimi anni (nel grafico le variazioni tendenziali registrate, con frequenza trimestrale, nell’ultimo triennio).

I ricambi auto corrono più dell’inflazione
Tuttavia, nonostante il rallentamento, la media dei prezzi dei ricambi continua a correre, in media, a ritmi più che doppi rispetto all’inflazione. L’Istat non ha ancora diffuso i dati di gennaio, ma a dicembre 2025 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic) ha registrato una variazione tendenziale di appena l’1,2%, mentre l’indice Foi, quello relativo alle famiglie di operai e impiegati, ha evidenziato un rialzo, sempre su base annua, dell’1,1%. Si capirà di più con i dati di gennaio, che l’Istituto di statistica diffonderà a febbraio, ma la forbice tra l’inflazione dei ricambi auto e quella dei prezzi al consumo appare destinata ad allargarsi ulteriormente (nel grafico sotto, le due dinamiche con base 100 a gennaio 2022: in rosso l’indice Foi, in blu la media dei prezzi di listino Iva inclusa dei ricambi OEM).

Corrono i prezzi della carrozzeria
Se si scorpora il dato medio nei due gruppi principali, si osserva che a gennaio 2026 il prezzo medio di listino Iva inclusa dei ricambi ufficiali (OEM) di carrozzeria, pari a 485,40 euro, è aumentato del 3,4% tendenziale, ossia a un ritmo pari a tre volte l’inflazione, mentre l’analogo dato riferito ai componenti di meccanica (526,62 euro) è salito solo, si fa per dire, del 2,0% sempre nel confronto con gennaio 2025.
Galoppano i prezzi dei componenti più sostituiti
Limitatamente al panel dei 10 ricambi OEM più sostituiti, I dati mostrano una perdurante tensione. Nell’ambito della carrozzeria, a gennaio 2026 il prezzo medio di listino Iva inclusa è aumentato del 4,3% annuo a 639,54 euro, mentre l’analogo dato riferito ai componenti di meccanica ha evidenziato un prezzo medio di 269,41 euro e un rialzo medio annuo del 2,7%.
| Gruppo | Var.% su dato precedente (10/’25) | Var. % tendenziale (rispetto a gennaio ’25) |
| Carrozzeria | +0,8% | +3,4% |
| Top 10 carrozzeria | +1,0% | +4,3% |
| Meccanica | +0,7% | +2,0% |
| Top 10 meccanica | +0,8% | +2,7% |
Nella tabella, le variazioni medie rispetto alla rilevazione precedente (ottobre 2025) e su base annua dei quattro principali gruppi di ricambi auto.
15 gennaio 2026
PER LA PRIMA VOLTA A DICEMBRE 2025 LE ECV (ELETTRICHE + PLUG-IN) HANNO SUPERATO IL 20% DI QUOTA DI MERCATO.
GRAZIE AGLI INCENTIVI, A UN’OFFERTA IN CRESCITA E A PREZZI STABILI O IN CALO
Per la prima volta nella storia del mercato italiano dell’auto, a dicembre le cosiddette auto con la spina, ossia Bev e Phev, hanno superato la quota del 20%. In particolare, le elettriche pure hanno raggiunto, grazie alla seconda onda degli incentivi messi a disposizione a ottobre, un market share dell’11,17, in leggero calo dal 12,29% di novembre, mentre le ibride plug-in hanno toccato un nuovo massimo storico, arrivando al 9,37%. Complessivamente, dunque, le cosiddette Ecv hanno raggiunto il 20,54%. Insomma, un’auto su cinque tra quelle targate a dicembre aveva la presa per la ricarica esterna.
Effetto incentivi per le Bev
Come accennato, la crescita delle Bev è attribuibile all’onda lunga dei contributi statali, che continueranno a dispiegare i propri effetti anche nei prossimi mesi, mentre per le Phev l’incremento della domanda è in atto da oltre un anno ed è ascrivibile, oltre che all’aumento dell’offerta delle Case, dalla spinta delle aziende verso questa alimentazione, agevolata fiscalmente con la riforma del fringe benefit sulle auto concesse in uso promiscuo entrata in vigore nel 2025.
Un modello su tre ha almeno una versione elettrica
Ma vediamo con l’aiuto dell’Osservatorio Quattroruote Professional, lo strumento di analisi del mercato e di business intelligence dell’Editoriale Domus, cosa è cambiato nei listini e sui prezzi delle Ecv. Partiamo dalle Bev. A gennaio 2026 l’offerta è composta da 172 modelli declinati in 1.032 versioni. Rispetto all’offerta complessiva (rispettivamente, 522 e 5.409) significa che il 33% dei modelli a listino ha almeno una versione elettrica e che, complessivamente, gli allestimenti con la sola batteria di trazione pesano per il 19% sul totale.

Rispetto a gennaio 2025 i modelli con almeno una versione a elettroni sono aumentati di 32 unità (+22,9%), mentre le versioni sono salite di 224 unità (+27,7).
Una modello su quattro ha una versione plug-in
Per quanto riguarda le Phev, invece, i modelli che ne hanno a listino almeno una versione sono 126, il 24% del totale, mentre le versioni plug-in hybrid sono 737, il 13,6%.

Rispetto a gennaio 2025 i modelli a listino sono aumentati di 12 unità (+10,5%), mentre le versioni sono salite di 87 unità (+13,4%).
Prezzi medi stabili
In termini di prezzi Iva inclusa, invece, se ci si limita ai modelli/versioni che erano a listino sia a gennaio 2025 sia a gennaio 2026, ossia non si considerano quelli che nel frattempo sono entrati e usciti dai listini, a fronte di un incremento medio complessivo dello 0,80%, il prezzo medio delle elettriche è invariato (-0,02%) mentre l’aumento delle Phev è stato di appena lo 0,19%.
Con riferimento all’offerta complessiva delle Case a gennaio 2025 e a gennaio 2026, invece, sia le elettriche sia le plug-in hanno registrato una diminuzione. In particolare, a fronte di un calo medio del listino complessivo dell’1,82%, la media dei prezzi delle Bev è diminuita del 5,96% (segnale dell’ingresso di modelli/versioni con un prezzo medio più basso della media) mentre per le Phev l’arretramento è stato leggermente inferiore (-1,15%).
Il 2025 secondo Quattroruote Professional
IL 2025 SECONDO L’OSSERVATORIO QUATTRORUOTE PROFESSIONAL
Offerta delle Case in aumento, prezzi delle auto nuove stabili, quotazioni di quelle usate in calo e prezzi dei ricambi originali in crescita.
Questa, in estrema sintesi, la fotografia 2025 del mercato dell’auto scattata dall’Osservatorio Quattroruote Professional. Vediamo, ambito per ambito, cosa è accaduto nell’anno che sta per chiudersi.
L’offerta delle case
-
RISPETTO A DICEMBRE 2024 L’OFFERTA È AUMENTATA DEL 10%
-
55 I MODELLI USCITI DAL LISTINO E 71
QUELLI ENTRATI -
È DI MERCEDES, BMW E AUDI
L’OFFERTA PIÙ AMPIA
-
QUATTRO MODELLI SU DIECI TRA QUELLI A LISTINO SONO A BENZINA, DUE SU DIECI SONO ELETTRICI
-
PIÙ DI UN MODELLO SU DUE TRA QUELLI A LISTINO È NEI SEGMENTI C E D
-
IL 50% DEI MODELLI A LISTINO HA LE RUOTE ALTE
RISPETTO A DICEMBRE 2024 L’OFFERTA È AUMENTATA DEL 10%
A dicembre 2025 risultavano presenti sul mercato dell’auto italiano 75 marche per un’offerta complessiva di 517 modelli declinati in 5.338 versioni. Un anno prima, a dicembre 2024, le marche erano 75, i modelli 471 e le versioni 4.814. In pratica, nell’arco di un anno il numero di marche è rimasto invariato (ma, come vedremo tra un attimo, non sono le stesse), mentre i modelli in vendita sono aumentati del 9,8% e le versioni sono cresciute del 10,9%.
Come accennato poco fa, non sono gli stessi i brand presenti sul mercato perché da giugno non è più disponibile l’unica autovettura della ZD, la D2s, e Jaguar è uscita dal mercato italiano a luglio. A fronte di due uscite, però, si sono registrati due ingressi, Tiger, brand del Gruppo DR, a febbraio e la cinese Geely a settembre.
| VERSIONI | MODELLI | MARCHE | |
| Dicembre 2024 | 4.814 | 471 | 75 |
| Dicembre 2025 | 5.338 | 517 | 75 |
| SALDO | +524 | +46 | 0 |
| SALDO % | +10,9% | +9,8% | +0,0% |
55 I MODELLI USCITI DAL LISTINO E 71 QUELLI ENTRATI
Di seguito gli elenchi dei modelli usciti dal listino (55) ed entrati (71) nel corso dell’anno. Molti di quelli usciti sono stati sostituiti da una nuova serie/MY dello stesso modello.
È DI MERCEDES, BMW E AUDI L’OFFERTA PIÙ AMPIA
Se si analizza un po’ più nel dettaglio l’offerta, si osserva che a dicembre 2025 i dieci brand con l’offerta più ampia in relazione ai modelli e alle versioni, sono, rispettivamente:
QUATTRO MODELLI SU DIECI TRA QUELLI A LISTINO SONO A BENZINA, DUE SU DIECI SONO ELETTRICI
Il 40% dei modelli complessivamente a listino a dicembre 2025 ha almeno una versione a benzina (comprese mild e full hybrid), il 21,6% ne ha almeno una elettrica, il 15,9% ne ha almeno una plug-in, il 14,1% almeno una a gasolio (comprese mild e full hybrid), l’8% almeno una a Gpl.
Nella tabella è riportato il numero di modelli per ciascuna alimentazione (il totale è superiore a 517 perché molti modelli hanno più alimentazioni), mentre nel grafico è illustrato il peso di ciascuna alimentazione rispetto all’offerta complessiva.
| ALIMENTAZIONE | N° MODELLI | % |
| Benzina | 311 | 40,0% |
| Elettrica | 168 | 21,6% |
| Plug-In Hybrid | 124 | 15,9% |
| Gasolio | 110 | 14,1% |
| GPL | 62 | 8,0% |
| Idrogeno | 2 | 0,3% |
| Metano | 1 | 0,1% |
| TOTALE | 778 | 100% |

PIÙ DEL 50% DEI MODELLI A LISTINO È NEI SEGMENTI C E D
Se invece si scompone l’offerta nei segmenti in cui si articola il mercato, si osserva che la maggior parte dei modelli a listino a dicembre 2025 fa parte dei segmenti C (30%) e D (23,6%) e che sette su dieci fanno parte dei segmenti B, C e D. La tabella e il grafico illustrano la composizione dell’offerta da questo punto di vista.
| SEGMENTO | N° MODELLI | % |
| A | 17 | 3,3% |
| B | 84 | 16,2% |
| C | 155 | 30,0% |
| D | 122 | 23,6% |
| E | 70 | 13,5% |
| F | 21 | 4,1% |
| S | 48 | 9,3% |
| TOTALE | 517 | 100,0% |
IL 50% DEI MODELLI A LISTINO HA LE “RUOTE ALTE”
Infine, la tipologia di veicolo. Metà dei modelli a listino a dicembre 2025 rientra nella categoria Suv, che comprende anche crossover e fuoristrada, mentre solo uno su cinque è nelle berline. Ai minimi termini le Station Wagon, meno del 6%. Nella tabella sottostante, il totale è superiore ai 517 modelli a listino a dicembre 2025 in quanto alcuni modelli sono declinati in più tipologie di carrozzeria.
| CARROZZERIA | N° MODELLI | % |
| Suv | 279 | 49,6% |
| Berlina | 117 | 20,8% |
| Coupé | 47 | 8,3% |
| Monovolume | 45 | 8,0% |
| Cabrio | 42 | 7,5% |
| Station Wagon | 33 | 5,9% |
| TOTALE | 563 | 100,0% |

I PREZZI DI LISTINO DELLE AUTO NUOVE nel 2025
-
-
PREZZO MEDIO COMPLESSIVO IVA INCLUSA GIÙ DELL’1,2%
-
PREZZO MEDIO OMOGENEO A +0,9%
-
INCREMENTI SOPRA LA MEDIA PER I SEGMENTI A, E, F
-
DIMINUISCE DELLO 0,1% IL PREZZO DELLE ELETTRICHE, SALE DELL’1,3% QUELLO DELLE DIESEL
-
PER 11 CASE AUMENTI SOPRA LA MEDIA, SEI HANNO TAGLIATO I PREZZI
-
-
A DICEMBRE 2025, IL PREZZO MEDIO PONDERATO IVA INCLUSA DELLE AUTO è STATO DI 35.759 EURO, LO 0,7% IN MENO RISPETTO A DICEMBRE 2024
-
MERCEDES CLASSE G 63 AMG SW E PORSCHE 911 S/T LE VERSIONI CON IL PREZZO DI LISTINO PIÙ ALTO
-
DACIA SANDERO STREETWAY 65 CV LA VERSIONE CON IL PREZZO DI LISTINO PIÙ BASSO
PREZZO MEDIO IVA INCLUSA COMPLESSIVO GIÙ DELL’1,2%
| -1,2% |
| Variazione della media dei prezzi di listino Iva inclusa di tutti i modelli/versioni a dicembre 2025 rispetto a dicembre 2024 |
Si tratta di una media aritmetica pura dei prezzi di tutte le versioni a listino nei due mesi oggetto di confronto e che non tiene conto dei dati di vendita, aspetto che considereremo più avanti nel paragrafo sul prezzo medio ponderato. Si tratta, in buona sostanza, di una semplice fotografia dell’offerta delle Case. Anzi, di un confronto tra due fotografie scattate all’offerta complessiva a distanza di 12 mesi una dall’altra.
Ancorché grezzo, però, il dato è significativo in quanto indicatore di sintesi del valore dell’offerta complessiva dei costruttori – e, quindi, della politica industriale e commerciale dell’industria automobilistica nel suo complesso – e di come questa offerta è cambiata nel tempo. Per esempio, un anno fa, il mercato aveva registrato una crescita dello 0,8% rispetto a dicembre 2023 mentre due anni or sono l’incremento era stato addirittura del 9,1% nel confronto con dicembre 2022.
PREZZO MEDIO OMOGENEO A +0,9%
Il dato è grezzo, si diceva, perché in realtà, come abbiamo visto nel capitolo sull’offerta, nell’arco del 2025 l’offerta delle Case è sensibilmente cambiata. Non solo in termini di modelli e versioni normalmente entrati/usciti dai listini, ma anche perché sono sbarcati in Italia due brand assenti 12 mesi fa – Geely e Tiger – mentre sono usciti dal mercato Jaguar e ZD, che non ha più nel listino delle autovetture la D2s in versione M1, presente fino a giugno 2025.
Dunque, se invece di confrontare l’offerta complessiva delle Case si considerano solo i modelli/versioni a listino sia a dicembre 2024 sia a dicembre 2025, la media dei prezzi Iva inclusa risulta in crescita dello 0,9%, ossia di una frazione di punto inferiore al tasso ufficiale dell’inflazione, pari, come detto, a novembre (il dato di dicembre non è ancora disponibile), all’1,0%.
| +0,9% |
| Variazione della media dei prezzi Iva inclusa dei modelli/versioni a listino sia a dicembre 2024 sia a dicembre 2025 |
Insomma, su basi omogenee i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili o, comunque, coerenti con la dinamica complessiva dei prezzi al consumo, mentre in relazione allo stock complessivo offerto dalle Case emerge una leggera riduzione dovuta, come detto, ai cambiamenti intervenuti nella composizione dell’offerta.
Attenzione, tutti questi dati si riferiscono ai prezzi di listino Iva inclusa e, ovviamente, non tengono conto degli optional a pagamento acquistati dai clienti né delle campagne promozionali delle Case e degli sconti delle concessionarie.
INCREMENTI SOPRA LA MEDIA PER I SEGMENTI A, E, F
Se si prende in considerazione il dato omogeneo – ossia i modelli/versioni che erano a listino sia a dicembre 2024 sia a dicembre 2025 – e lo si scorpora nei diversi segmenti su cui si articola il mercato, si osservano incrementi inferiori alla media per le fasce B e D e aumenti superiori nei comparti A, F ed E.

DIMINUISCE DELLO 0,1% IL PREZZO DELLE ELETTRICHE, SALE DELL’1,3% QUELLO DELLE DIESEL
Disaggregando per alimentazioni, invece, l’aumento dei prezzi di listino Iva inclusa, sempre in termini omogenei, risulta superiore al dato medio solo per le due motorizzazioni tradizionali, benzina e gasolio, che nelle analisi dell’Osservatorio Quattroruote Professional includono anche le rispettive mild hybrid e full hybrid. L’unica motorizzazione in leggera contrazione, in termini di prezzi, è l’elettrico, in media giù dello 0,1%.

AUMENTI SOPRA LA MEDIA PER 11 CASE, SEI HANNO TAGLIATO I PREZZI
Un aspetto interessante, sempre in relazione al listino omogeneo, emerge osservando i dati disaggregati per marche e per modelli. Di seguito, i brand che, nel complesso, tra dicembre 2024 e dicembre 2025 hanno aumentato il proprio listino Iva inclusa più del dato medio e quelli che, invece, lo hanno diminuito.
Di seguito, invece, i dieci modelli che tra dicembre 2024 e dicembre 2025 hanno visto crescere e diminuire di più il prezzo medio, considerando sempre le sole versioni che erano a listino in entrambi i periodi presi in considerazione.
PREZZO MEDIO PONDERATO A 35.759 EURO, LO 0,7% IN MENO RISPETTO A DICEMBRE 2024
Fin qui le variazioni. L’analisi dei prezzi 2025, però, non può prescindere dai valori assoluti. In relazione ai quali è opportuno basarsi sui dati medi ponderati con le immatricolazioni, un indicatore di sintesi del valore della domanda che, pure al netto di optional a pagamento, sconti e campagne, non si discosta troppo dal prezzo medio reale di vendita.
A dicembre 2025, il prezzo medio ponderato Iva inclusa delle auto è stato di 35.759 euro, lo 0,7% in meno rispetto a dicembre 2024.
| € 35.759 | -0,7% |
| Media dei prezzi Iva inclusa di tutte le versioni a listino a dicembre 2025 ponderati con le immatricolazioni dei rispettivi modelli nel trimestre precedente | Variazione tendenziale della media dei prezzi di listino di tutti i modelli/versioni a listino ponderati con le immatricolazioni nel trimestre precedente |
LE QUOTAZIONI DELLE AUTO USATE
-
A DICEMBRE 2025 L’USATO È ARRETRATO, IN MEDIA, AI LIVELLI DI DICEMBRE 2022
-
DA GENNAIO 2024 IL VR MEDIO COMPLESSIVO HA PERSO IL 7,3%
-
IL MERCATO DELL’USATO PENALIZZA PLUG-IN ED ELETTRICHE
-
A DICEMBRE 2025 VALORI RESIDUI IN CALO PER TUTTE LE ANZIANITÀ
-
FOCUS USATO DI 48 MESI PER ALIMENTAZIONI: LE GPL ARRETRANO MENO DELLA MEDIA
-
FOCUS USATO DI 48 MESI PER SEGMENTI: LUXURY E MEDIUM ARRETRANO MENO DELLA MEDIA
A DICEMBRE 2025 L’USATO È ARRETRATO, IN MEDIA, AI LIVELLI DI DICEMBRE 2022
A dicembre 2025 il superindice dell’usato di Quattroruote Professional riferito ai valori residui di vendita Iva inclusa è tornato ai livelli di dicembre 2022. L’indicatore rappresentativo di tutto il mercato, indipendentemente dalle anzianità, che aveva raggiunto il suo massimo a gennaio 2024, a dicembre ha ceduto altre sei frazioni di punto (4,66 punti in meno rispetto a dicembre 2024) tornando, appunto, allo stesso livello di tre anni fa. In percentuale, l’arretramento tendenziale medio complessivo del mercato dell’usato nel 2025 è stato del 3,9%.
DA GENNAIO 2024 IL VR MEDIO COMPLESSIVO HA PERSO IL 7,3%
Come si può vedere dal grafico storico in basso, il raffreddamento delle quotazioni medie di tutte le auto usate, pur evidente, è caratterizzato da un ritmo più lento rispetto alla crescita registrata nel biennio 2022-23: sono infatti occorsi 23 mesi per retrocedere al livello attuale dal massimo storico rispetto ai 13 impiegati per passare da un livello analogo a quello attuale al record di gennaio 2024. Rispetto al quale il superindice ha perso, finora, 7,27 punti. In percentuale, l’arretramento tendenziale medio complessivo del mercato dell’usato da gennaio 2024 è del 5,9%.

Nonostante la flessione delle quotazioni dell’usato, il valore medio complessivo dell’usato resta, a dicembre 2025, di circa 15 punti superiore ai livelli registrati immediatamente prima della pandemia di Covid-19 e durante l’annus horribilis 2020.
IL MERCATO PENALIZZA PLUG-IN ED ELETTRICHE
Se si scorpora il dato medio per le diverse alimentazioni, l’indicatore di Quattroruote Professional conferma una flessione tendenziale sensibilmente superiore alla media per le auto elettriche e ibride plug-in e addirittura un leggero incremento per le Gpl.
| VR 12/2025
(100=1/2020) |
Var. congiunturale | Var. tendenziale | |
| Gpl | 126,64 | -0,95 pp | +0,10 pp |
| Benzina | 120,16 | -0,50 pp | -3,70 pp |
| Gasolio | 111,80 | -0,55 pp | -4,21 pp |
| Metano | 104,33 | -0,42 pp | -4,19 pp |
| Elettrica | 103,41 | -0,70 pp | -10,56 pp |
| Plug-in | 97,59 | -0,73 pp | -11,32 pp |
Base 100=gennaio 2020
A dicembre 2025 delle elettriche è di poco inferiore a quello delle auto a metano e quasi sei punti sopra quello delle plug-in.
A DICEMBRE 2025 VALORI RESIDUI IN CALO PER TUTTE LE ANZIANITÀ
Se si entra un po’ più nel dettaglio del mercato dell’usato, a dicembre 2025 l’Osservatorio Quattroruote Professional mostra valori residui di vendita Iva inclusa in calo – sia congiunturale, ossia rispetto al mese precedente, sia tendenziale, ossia rispetto allo stesso mese dell’anno precedente – per tutte le principali anzianità.
| Anzianità | VR% | Var. cong. | Var. tend. |
| 12 mesi | 70,35% | -0,29 pp | -2,69 pp |
| 24 mesi | 63,74% | -0,45 pp | -3,72 pp |
| 36 mesi | 59,18% | -0,26 pp | -3,35 pp |
| 48 mesi | 55,02% | -0,29 pp | -2,40 pp |
| 60 mesi | 50,68% | -0,25 pp | -1,58 pp |
| 72 mesi | 46,34% | -0,22 pp | -0,55 pp |
Base 100=gennaio 2020
I grafici che seguono illustrano la dinamica del VR% di vendita Iva inclusa nel corso del 2025 per le tre anzianità di riferimento: 12 mesi (in prevalenza l’usato ex rent a car), 48 mesi (in gran parte auto ex noleggio a lungo termine) e 72 mesi (l’usato più scambiato tra privati).
VR% DI VENDITA IVA INCLUSA USATO DI 12 MESI

VR% DI VENDITA IVA INCLUSA USATO DI 48 MESI

VR% DI VENDITA IVA INCLUSA USATO DI 72 MESI

FOCUS USATO DI 48 MESI PER ALIMENTAZIONI: LE GPL ARRETRANO MENO DELLA MEDIA
Prendendo a riferimento l’usato di 48 mesi e il VR% di vendita Iva inclusa, che in media ha perso 2,40 punti tra dicembre 2024 e dicembre 2025, il dato scorporato per alimentazioni evidenzia una perdita superiore alla media per le elettriche e, soprattutto, per le plug-in. Perdita inferiore alla media per Gpl, gasolio e benzina.

FOCUS USATO DI 48 MESI PER SEGMENTI: LUXURY E MEDIUM ARRETRANO MENO DELLA MEDIA
Sempre con riferimento all’usato di 48 mesi e al VR% di vendita Iva inclusa, il dato scorporato per segmenti evidenzia tra dicembre 2024 e dicembre 2025 una perdita inferiore alla media solo per le luxury e le medium. Perdita superiore alla media, invece, per mini e small.

I RICAMBI OEM
-
PREZZO MEDIO DI LISTINO IVA INCLUSA A 397 EURO (+3,4%)
-
INDICE DEI RICAMBI OTTO PUNTI SOPRA L’INDICE GENERALE DEI PREZZI AL CONSUMO
-
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI COMPONENTI DI MECCANICA A 524 EURO (+2,1%)
-
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI COMPONENTI DI CARROZZERIA A 481 EURO (+4,4%)
-
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI RICAMBI PIÙ USATI DI MECCANICA A 267 euro (+3,7%)
-
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI RICAMBI PIÙ USATI DI CARROZZERIA A 633 EURO (+5,3%)
PREZZO MEDIO DI LISTINO IVA INCLUSA A 397 EURO (+3,4%)
A ottobre (ultimo dato disponibile) l’Osservatorio Quattroruote Professional ha registrato un prezzo di listino medio Iva inclusa dei ricambi OEM – articolati in 15 famigli e 236 categorie – pari a 397 euro, in crescita del 3,4% su base annua.

INDICE DEI RICAMBI OTTO PUNTI SOPRA L’INDICE GENERALE DEI PREZZI
L’incremento tendenziale registrato a ottobre 2025 è di oltre tre volte superiore all’inflazione ufficiale, che l’Istat aveva fissato al +1,1%. Non è una novità. Come si può vedere dal grafico sotto, è dall’estate del 2023 che la curva blu dei prezzi dei ricambi (base 100=gennaio 2022) ha iniziato a discostarsi progressivamente da quella generale dei prezzi dei beni di consumo per le famiglie di operai e impiegati, il cosiddetto Indice Foi che l’Osservatorio Quattroruote Professional ha scelto di prendere a riferimento. A ottobre il differenziale tra i due indici è salito a 8,3 punti dai 7,1 della rilevazione precedente (luglio 2025). Tra ottobre 2024 e ottobre 2025, il gap è aumentato di 2,8 punti.

Se si scorpora questo dato tra i due principali gruppi di ricambi, si osservano numeri e dinamiche diverse. Che, in estrema sintesi, possono essere riassunte così: i pezzi di meccanica costano, in media, di più ma il loro prezzo aumenta meno di quelli di carrozzeria, mediamente meno cari ma con i listini che, invece, salgono a ritmi doppi. Ma vediamo nel dettaglio la fotografia dell’Osservatorio Quattroruote Professional.
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI COMPONENTI DI MECCANICA A 524 EURO (+2,1%)
I ricambi OEM di meccanica costano, in media, quasi 524 euro Iva inclusa. Rispetto a ottobre 2024 l’incremento è stato del 2,1%, leggermente superiore all’inflazione ufficiale, visto che il cosiddetto indice Foi (famiglie di operai e impiegati) aveva registrato, a ottobre, una crescita tendenziale dell’1,3%.

Si tratta di 9 famiglie di ricambi per un totale di 98 categorie. Di seguito la top ten degli incrementi tendenziali registrati a ottobre.
| Categoria | Var % |
| Pompa con servofreno | +16,5% |
| Cuscinetto esterno mozzo post. | +11,7% |
| Cuscinetto interno mozzo post. | +9,3% |
| Tubo scarico posteriore | +8,5% |
| Scatola c/termostato raffreddamento motore | +7,0% |
| Tubo mandata olio turbocompressore | +6,6% |
| Silenziatore posteriore | +6,6% |
| Cuffia est. semialbero anteriore | +6,0% |
| Termostato raffreddamento motore | +5,8% |
| Tampone fine corsa ammortizzatore anteriore | +5,6% |
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI COMPONENTI DI CARROZZERIA A 481 EURO (+4,4%)
I componenti OEM di carrozzeria, invece, costano, in media, poco più di 481 euro Iva inclusa, ma nell’arco di un anno il prezzo di listino medio è aumentato del 4,4%, un ritmo oltre tre volte e mezzo quello dell’inflazione ufficiale.

Nell’ambito della carrozzeria, le famiglie di ricambi sono 9 per un totale di 64 categorie. Di seguito la top ten degli incrementi tendenziali registrati a ottobre.
| Categoria | Var % |
| Paraurti anteriore centr. | +21,1% |
| Parafango posteriore con sottoporta | +15,3% |
| Alzacristallo parafango posteriore | +11,7% |
| Dispositivo airbag a tendina posteriore | +9,4% |
| Fanalino anteriore | +8,7% |
| Parafango posteriore compl. | +7,3% |
| Fanale posteriore | +7,1% |
| Proiettore | +6,3% |
| Cofano posteriore | +5,9% |
| Fanale posteriore parte int. | +5,8% |
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI RICAMBI PIÙ USATI DI MECCANICA A 267 euro (+3,7%)
Se si limita l’analisi alle dieci categorie di ricambi OEM più utilizzate, nella meccanica, l’insieme dei componenti indicato in tabella ha registrato un aumento del 3,7% con un prezzo medio di listino Iva inclusa di poco superiore a 267 euro.
| Categoria | Var % |
| Ammortizzatore anteriore | +4,9% |
| Braccio con spazzola tergilunotto | +4,4% |
| Supporto superiore ammortizzatore anteriore | +4,3% |
| Kit frizione | +4,0% |
| Ammortizzatore posteriore | +3,8% |
| Pompa acqua | +3,4% |
| Cuscinetto spingidisco frizione | +3,2% |
| Braccio oscillante sospensione anteriore | +3,2% |
| Asta accoppiamento barra stabilizz. e sosp. anteriore | +2,9% |
| Batteria | +2,8% |
| Volano motore con corona dentata | +2,7% |
PREZZO MEDIO DI LISTINO DEI RICAMBI PIÙ USATI DI CARROZZERIA A 633 EURO (+5,3%)
Il gruppo che invece comprende i ricambi OEM di carrozzeria ha registrato un aumento su base annua del 5,3% attestandosi su un prezzo medio di listino Iva inclusa di quasi 633 euro.

| Categoria | Var % |
| Fanale posteriore | +7,1% |
| Proiettore | +6,3% |
| Porta posteriore | +5,6% |
| Porta anteriore | +5,5% |
| Parafango anteriore | +5,0% |
| Cofano anteriore | +4,9% |
| Paraurti posteriore | +4,4% |
| Paraurti anteriore | +4,1% |
| Parabrezza | +3,9% |
| Retrovisore esterno regolazione elettrica | +3,9% |
Articoli 2025
12 dicembre 2025
AUTO ELETTRICHE
L’AUTONOMIA MEDIA SFIORA I 500 KM. IN CINQUE ANNI È AUMENTATA DEL 65%
Continua ad aumentare, seppure a ritmi inferiori rispetto al recente passato, l’autonomia delle auto elettriche in vendita in Italia.
In media, nel 2025 la percorrenza omologata secondo il ciclo WLTP di tutti modelli/versioni elettrici a listino ha superato i 494 km, il 3,8% in più rispetto al dato medio del 2024. Lo rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional sottolineando però come il ritmo medio di crescita anno/anno sia stato, nel 2025, il più basso degli ultimi cinque anni.
| 2021/2020 | +15,3% |
| 2022/2021 | +9,6% |
| 2023/2022 | +14,5% |
| 2024/2023 | +9,8% |
| 2025/2024 | +3,8% |
In cinque anni l’autonomia media è aumentata del 65%
Tuttavia, se si estende il confronto all’intero lustro, il dato medio del 2025 fa segnare una crescita superiore al 65% rispetto all’analogo indicatore del 2020.
Nel grafico sottostante è illustrato l’andamento dell’autonomia media annua Wltp di tutti i modelli/versioni a listino.
12 dicembre 2025
Osservatorio QP dicembre 2025 – Il punto sull’usato a fine anno
QUOTAZIONI DELL’USATO
NEL 2025 IL VR% DI VENDITA È ARRETRATO PER TUTTE LE ANZIANITÀ, MA RESTA SIGNIFICATIVAMENTE SUPERIORE AI LIVELLI ANTE COVID
Si chiude con tutti gli indicatori in calo il 2025 dell’usato. In relazione al VR% di vendita Iva inclusa, l’Osservatorio Quattroruote Professional rivela che le tre anzianità di riferimento – 12, 48 e 72 mesi – hanno perso in un mese, rispettivamente, 0,29, 0,29 e 0,22 percentuali. Rispetto a dicembre 2024, invece, l’arretramento è di 2,69, 2,40 e 0,55 punti.
| Anzianità | VR% 12/25 | Var. cong. | Var. tend. |
| 12 mesi | 70,35 % | -0,29 pp | -2,69 pp |
| 48 mesi | 55,02 % | -0,29 pp | -2,40 pp |
| 72 mesi | 46,34 % | -0,22 pp | -0,55 pp |
VR% dell’usato di 12 mesi ai livelli di maggio 2022
Allargando il periodo di osservazione, l’Osservatorio Quattroruote Professional mostra che a dicembre 2025 le quotazioni sono arretrate, in termini di VR%, agli stessi valori di maggio 2022 per l’usato si 12 mesi, di aprile 2023 per quello di 48 mesi e di giugno 2024 per quello di 72 mesi.
Rispetto ai massimi storici, toccati, rispettivamente, a ottobre 2023, a febbraio 2024 e a giugno 2025, l’arretramento è di 5,60, 3,16 e 1,12 punti.
Nonostante ciò, i dati di dicembre 2025 restano ancora significativamente superiori a quelli ante Covid: nel confronto con gennaio 2020, rispettivamente di 6,32, 11,47 e addirittura 14,78 punti.
12 dicembre 2025
FOCUS BYD
TUTTI I NUMERI DEL BRAND CINESE CHE A NOVEMBRE HA SCALATO SETTE POSIZIONI NELLA CLASSIFICA DELLE MARCHE CON PIÙ IMMATRICOLAZIONI
La spinta degli incentivi, al loro primo mese di impatto sulle nuove registrazioni, è indubbio. Così come il traino delle autoimmatricolazioni, con ben quattro modelli (Atto 3, Seal 6, Seal U, Sealion 7) presenti nella classifica dei cento più targati da Case e concessionarie a novembre 2025 (uno dei quali, la Seal U, addirittura tra i primi dieci nella Top 100 dei primi 11 mesi del 2025).
BYD sale al 15° posto nel ranking dei brand a novembre
Al di là della duplice spinta, i numeri sembrano in ogni caso premiare BYD, la cinese per antonomasia in questo momento sul mercato italiano, salita a novembre al 15° posto nella classifica dei brand per numero di immatricolazioni (era al 22° posto a ottobre), appena dietro l’eurocinese MG ma davanti, solo per restare tra le top 20 del mese, a brand come Kia, Skoda, Opel, Cupra e Nissan.
Certo, nel periodo gennaio-novembre BYD è al 22° posto, d’un soffio alle spalle di Cupra, ma il balzo in avanti sia in termini di volumi sia dal punto di vista della quota di mercato rispetto al 2024 è, anche tenendo conto del numero relativamente ridotto di targhe nello scorso anno, decisamente importante.
Offerta BYD più che raddoppiata in appena un anno
Fin qui le immatricolazioni. Vediamo adesso con l’aiuto dell’Osservatorio Quattroruote Professional, gli altri numeri della giovane – è stata fondata nel 1995 – multinazionale cinese, presente sul mercato italiano solo dall’estate del 2023.
Attualmente l’offerta di BYD si compone di 11 modelli (6 un anno fa) declinati in 28 versioni (10 a dicembre 2024), prevalentemente elettrici ma comunque tutti con la spina: hanno almeno una versione elettrica, infatti, ben otto modelli, mentre tre ne hanno almeno una plug-in. L’offerta, con la sola esclusione del segmento A, copre gran parte del mercato: 3 modelli sono infatti classificati nel segmento B, 2 nel comparto C, 5 nel D e 1 nell’E.
In termini di carrozzeria, i Suv sono 5, le berline e le coupè 3 e le station wagon una: la Seal 6-DM-i Touring.
Prezzo medio delle auto BYD fermo nel 2025
Fin qui l’offerta. Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’Osservatorio Quattroruote Professional a dicembre 2025 la media di tutte le 28 versioni supera di poco i 40 mila euro (40.179), l’11,5% in meno rispetto alla media di dicembre 2024. Un calo che è frutto non di un abbassamento generalizzato del listino, bensì di una composizione dell’offerta profondamente cambiata nel corso dell’anno che si sta per chiudere, durante il quale sono entrate a listino la Atto 2, la Atto 2 DM-i, la Tang, la Dolphin Surf, la Seal 6 DM-i ed è uscita la Han. E infatti, se si prendono in considerazione i soli modelli/versioni presenti sia a dicembre 2025 sia a dicembre 2024, la media risulta in calo di appena, si fa per dire, lo 0,1% in un mercato che è invece cresciuto nel suo complesso dello 0,9%.
L’usato di 12 mesi di BYD sconta tre punti rispetto alla media
Per quanto riguarda, infine, l’usato, trattandosi di un brand presente sul mercato italiano da poco più di due anni e con un circolante minimo (sono circa 3 mila gli esemplari con più di 12 mesi registrati alla Motorizzazione civile), le indicazioni della Banca Dati di Quattroruote non possono che limitarsi all’usato di un anno di anzianità. Da cui risulta un valore residuo, espresso in percentuale sul prezzo di listino attualizzato, del 67,04%, in calo di 5,82 punti nel confronto con dicembre 2024 e poco più di tre punti inferiore al VR% medio di mercato, che per le auto usate di 12 mesi si attesta, a dicembre, al 70,35%.
12 novembre 2025
A OTTOBRE IL PREZZO MEDIO DEI RICAMBI OEM IVA INCLUSA SFIORA I 400 EURO. BOOM DI AUMENTI SUI PARAURTI (+19%) E SUI PARAFANGHI POSTERIORI (+15,3%)
Continua ad allargarsi la “forbice” tra i prezzi di listino dei ricambi OEM e la media generale dei prezzi al consumo. A ottobre l’Osservatorio Quattroruote Professional ha registrato un prezzo medio Iva inclusa del paniere di componenti rappresentativo del mercato (236 categorie di ricambi raggruppate in 15 famiglie) in crescita del 2,9% su base annua. Si tratta di un dato più che doppio rispetto all’inflazione ufficiale, che l’Istat ha provvisoriamente fissato al +1,2%.
In due anni ricambi otto punti sopra l’indice generale dei prezzi
Come si può vedere dal grafico sotto, è dall’estate del 2023 che la curva blu dei prezzi dei ricambi (base 100=gennaio 2022) ha iniziato a discostarsi progressivamente da quella generale dei prezzi dei beni di consumo per le famiglie di operai e impiegati, il cosiddetto Indice Foi che l’Osservatorio Quattroruote Professional ha scelto di prendere a riferimento e il cui dato di ottobre, nel momento in cui scriviamo queste note, non è ancora disponibile.
Se ne saprà di più tra qualche giorno, quando l’Istituto nazionale di statistica diffonderà il dato definitivo di ottobre, ma è da escludere, sulla base dei dati provvisori, che il gap tra i due indici possa essersi ridotto rispetto a un gap che a luglio superava gli 8,4 punti percentuali, un differenziale rilevante accumulato in appena due anni.
Prezzo medio a un passo dai 400 euro
Ma vediamo più nel dettaglio cos’è accaduto a ottobre ai prezzi dei ricambi, mercato che l’Osservatorio Quattroruote Professional monitora ogni tre mesi. Partiamo dal prezzo medio, ormai vicinissimo ai 400 euro Iva inclusa (394,69). Come detto all’inizio, nel confronto con lo stesso mese del 2024 l’incremento è stato del 2,9%, una percentuale in leggera salita rispetto all’analogo dato di luglio 2025, quando l’incremento tendenziale era stato del 2,7%.
Balzo dei lamierati esterni: +5%
Come generalmente accade, il dato medio cela al proprio interno dinamiche diverse in funzione del livello di dettaglio che si sceglie. Per esempio, se si scorpora il dato medio per famiglia di ricambi, si osserva che l’incremento maggiore ha riguardato i lamierati esterni (+5%) e l’alimentazione/scarico (+4%).
In valore assoluto, il prezzo medio dei primi supera i 667 euro, mentre per la seconda famiglia di componenti il prezzo medio sfiora i 430 euro. Più in linea con l’inflazione, invece, gli aumenti registrati da cambio/trasmissioni e sterzo, entrambe al +1,4% con un prezzo medio assoluto pari, rispettivamente, a 604,69 e 558,41 euro.
Boom del paraurti anteriore: +19%
Se si aumenta il livello di dettaglio e si passa alle 236 categorie, limitatamente alle prima dieci per incremento, la dinamica è quella illustrata nel grafico sotto, in cui ben quattro categorie hanno registrato incrementi pari o superiori al 10% tendenziale, con una punta del paraurti anteriore, il cui aumento medio ha superato il 19% e che oggi costa, in media, 304,84 euro (255,72 un anno fa).
12 novembre 2025
FULL HYBRID SUGLI SCUDI: A NOVEMBRE, PER LA PRIMA VOLTA NEL 2025, LE HEV HANNO SUPERATO IL 14% DI QUOTA DI MERCATO.
AUMENTA ANCHE L’OFFERTA, DA TEMPO NON PIÙ APPANNAGGIO DEL SOLO GRUPPO TOYOTA. E L’USATO SI SVALUTA MENO DELLA MEDIA
Anche se nel dato cumulato la quota di mercato è poco sotto il 13%, a ottobre (tabella in basso), per la prima volta nel 2025, il market share delle auto full hybrid ha superato l’asticella del 14%. In pratica, un esemplare su sette tra quelli targati il mese scorso marcia oggi su strada grazie alla tecnologia inventata trent’anni fa dalla Toyota e adottata per la prima volta su una vettura di serie, la Prius, nel 1997. Una crescita lenta ma costante quella delle full hybrid, non solo in termini di volumi, ma anche di offerta. Vediamolo nel dettaglio con i dati dell’Osservatorio Quattroruote Professional.
IL MERCATO DELLE FULL HYBRID IN ITALIA
Gennaio – Ottobre 2025 |
Gennaio – Ottobre 2024 |
Diff. cum |
Diff. cum % |
Quota di mercato Gennaio – Ottobre 2025 |
Quota di mercato Gennaio – Ottobre 2024 |
|
| Full hybrid | 167.626 | 153.857 | 13.769 | 8,95 | 12,96 | 11,58 |
| TOTALE | 1.293.354 | 1.328.694 | -35.340 | -2,66 | 100,00 | 100,00 |
Il full hybrid non è solo Toyota
Per lungo tempo appannaggio di Toyota e Prius, oggi questa tecnologia è adottata da 20 marche su 76 ed è presente in 58 modelli, a loro volta declinati in 240 versioni. In rapporto all’offerta complessiva, si tratta di una nicchia: il 3,9% dei modelli e il 4,5% delle versioni, all’incirca una su 20. Il mercato, però, ne assorbe in proporzione, come abbiamo visto, molte di più, una su sette.
Offerta HEV settembre 2025
Renault incalza il gruppo giapponese
La parte del leone la fa il gruppo Toyota con 15 modelli, otto della casa delle tre ellissi e 7 con il brand Lexus.
Rilevante anche la presenza del gruppo Renault, con undici modelli, otto con la losanga sulla calandra e tre con il marchio Dacia.
In terza posizione c’è il gruppo coreano Hyundai-Kia con 7 modelli, 4 Hyundai e 3 Kia, mentre in termini di singoli brand, Honda sopravanza entrambe le marche coreane, come si può vedere dal grafico in basso.
Complessivamente i primi tre gruppi (Toyota, Renault e Hyundai-Kia) hanno a listino il 57% di tutti i modelli ibridi acquistabili sul mercato.
In dieci mesi l’offerta complessiva è aumentata di quasi il 20%
Che questa tecnologia “tiri”, come si dice, lo dimostra un altro dato: come si può vedere dai dati dell’Osservatorio Quattroruote Professional riportati nella tabella, nei primi dieci mesi del 2025 l’offerta delle Hev è aumentata del 18,4% in termini di modelli (da 49 a 58) e del 12,1% sul fronte delle versioni (da 214 a 240). Insomma, la domanda sale e l’offerta si adegua.
VARIAZIONE DELL’OFFERTA HEV TRA GENNAIO E NOVEMBRE 2025
| Versioni | Modelli | Marche |
| +26 | +9 | +4 |
| +12,1% | +18,4% | +25% |
L’usato full-hybrid recente vale più della media di mercato
Come sovente accade in simili situazioni, il buono stato di salute del nuovo si riflette sull’usato. Ambito in cui, infatti, tutte e tre le anzianità di riferimento dell’Osservatorio Quattroruote Professional mostrano, a novembre, una superiore tenuta del valore di vendita Iva inclusa delle full hybrid rispetto al dato medio di mercato, in particolare tra le auto più recenti, quelle con 12 mesi dall’immatricolazione, come si può vedere dalla tabella.
VR% DI VENDITA IVA INCLUSA
| VR% 12 mesi | VR% 48 mesi | VR% 72 mesi | |
| Hev | 73,62% | 55,73% | 46,82% |
| Totale mercato | 70,65% | 55,31% | 46,56% |
12 novembre 2025
A NOVEMBRE L’USATO TORNA AI LIVELLI DI GENNAIO 2023.
IL MERCATO COLPISCE IN PARTICOLARE LE PLUG-IN
È tornato ai livelli di gennaio 2023 il superindice dell’usato di Quattroruote Professional. L’indicatore rappresentativo di tutto il mercato, indipendentemente dalle anzianità, che aveva raggiunto il suo massimo a gennaio 2024, a novembre ha ceduto altre 9 frazioni di punto (pari a 4,4 punti in meno rispetto allo stesso mese del 2024) tornando, appunto, allo stesso livello di quasi tre anni fa.
Da gennaio 2024 l’usato ha perso, in media, il 6,7%
Come si può vedere dal grafico storico in basso, il raffreddamento delle quotazioni medie di tutte le auto usate, pur evidente, retrocede a un ritmo più lento rispetto alla crescita registrata nel biennio 2022-23: 22 mesi per retrocedere dal massimo storico rispetto ai 12 impiegati per passare da un livello analogo a quello attuale al record di gennaio 2024. Rispetto al quale il superindice ha perso, finora, 6,69 punti.
Nonostante la flessione delle quotazioni dell’usato, il valore medio complessivo dell’usato resta di oltre il 16% superiore ai livelli registrati immediatamente prima della pandemia di Covid-19 e durante l’annus horribilis 2020.
Le plug-in nel mirino del mercato
Se si scorpora il dato medio per le diverse alimentazioni, l’indicatore di Quattroruote Professional conferma una flessione tendenziale sensibilmente superiore alla media per le auto elettriche e ibride plug-in, mentre nel confronto con il mese di ottobre le Bev arretrano meno di tutte. E le Phev, al contrario, più di tutte.
| VR 11/2025
(100=1/2020) |
Var. congiunturale | Var. tendenziale | |
| Gpl | 127,50 | -0,57 pp | +0,35 pp |
| Benzina | 120,66 | -0,67 pp | -3,63 pp |
| Gasolio | 112,35 | -1,11 pp | -3,86 pp |
| Metano | 104,75 | -0,99 pp | -3,81 pp |
| Elettrica | 104,22 | -0,38 pp | -10,14 pp |
| Plug-in | 98,26 | -1,17 pp | -11,16 pp |
Rispetto a ottobre valori residui in calo per tutte le anzianità
Se si entra un po’ più nel dettaglio del mercato dell’usato, l’Osservatorio Quattroruote Professional mostra valori residui in calo – sia congiunturale, ossia rispetto al mese precedente, sia tendenziale, ossia rispetto allo stesso mese dell’anno precedente – per tutte le principali anzianità.
| Anzianità | VR% | Var. cong. | Var. tend. |
| 12 mesi | 70,65% | -0,11 pp | -2,84 pp |
| 24 mesi | 64,19% | -0,42 pp | -3,51 pp |
| 36 mesi | 59,44% | -0,37 pp | -3,40 pp |
| 48 mesi | 55,31% | -0,26 pp | -2,32 pp |
| 60 mesi | 50,64% | -0,37 pp | -1,47 pp |
| 72 mesi | 46,56% | -0,22 pp | -0,26 pp |
15 ottobre 2025
il valore residuo per le auto usate
di 36 mesi torna sotto il 60%
Dopo 34 mesi, torna sotto al 60% il Valore residuo di vendita Iva inclusa – calcolato in percentuale sul prezzo di listino attualizzato – delle auto con 36 mesi di anzianità. Lo rileva l’Osservatorio Quattroruote Professional, ricordando che era da dicembre 2022 che questo parametro – particolarmente importante nelle formule finanziarie con Valore futuro garantito, nella maggior parte delle situazioni strutturate, appunto, su 36 rate con possibilità di restituzione o permuta dell’auto usata al termine di questo periodo – non si trovava sotto la soglia del 60%.
Dieci punti in più rispetto ai valori pre Covid
Il 59,81% di ottobre 2025, pur riflettendo una perdita di 4,46 punti rispetto al massimo toccato a gennaio 2024 (64,27%) resta ancora mezzo punto al di sopra del 59,30% di dicembre 2022 e, soprattutto, circa 10 punti in più rispetto ai valori medi ante Covid, attestati attorno al 50%, come si può vedere dal grafico che illustra l’andamento di questo indicatore tra gennaio 2020 e ottobre 2025.
Elettriche sotto al 50%
Come sempre accade, il VR% medio è la sintesi di tutte le indicazioni che arrivano dal mercato ma nasconde al suo interno informazioni di dettaglio che emergono solo analizzando il dato più in profondità.
Se, per esempio, si disaggrega questo indicatore in base alle diverse alimentazioni che compongono il mercato dell’usato, il grafico, limitatamente al periodo ottobre 2024-ottobre 2025, è quello riportato sotto, da cui emerge in maniera evidente il gap che caratterizza le auto elettriche – e in parte quelle plug-in – rispetto a quelle con motore esclusivamente termico.
Attualmente, il valore residuo % medio dell’usato a 36 mesi delle diverse alimentazioni è quello indicato nella tabella che segue, da cui emerge un gap di ben 13,65 punti tra benzina ed elettriche:
| Alimentazione | VR% 36 mesi |
| Benzina | 62,34% |
| GPL | 62,00% |
| Diesel | 60,05% |
| Metano | 58,04% |
| Plug-in | 56,18% |
| Elettrica | 48,69% |
Più di tutti tiene il macrosegmento B
Differenze inferiori, ma dinamiche analoghe si osservano se si disaggrega il valore medio in base ai diversi macrosegmenti che compongono il mercato. In questo caso la fotografia del VR% a 36 mesi a ottobre 2025 risulta quella indicata nella tabella che segue.
| Segmento | VR% 36 mesi |
| A | 58,29% |
| B | 62,11% |
| C | 60,70% |
| D | 58,22% |
| E | 57,67% |
| F | 60,60% |
14 ottobre 2025
AUTO ELETTRICHE, A OTTOBRE LE VERSIONI A LISTINO SUPERANO LE MILLE UNITÀ
A ottobre, per la prima volta nella storia del mercato italiano, le versioni elettriche a listino hanno superato la soglia delle mille unità. In particolare, gli infocar Bev hanno raggiunto quota 1.004 allestimenti, 57 in più (+6%) rispetto ai 947 di settembre 2025.
Dall’inizio dell’anno l’offerta elettrica, in termini di versioni, è aumentata del 13,1% (+116) mentre rispetto a ottobre 2024 l’incremento è stato del 17,3% (+148). I modelli con almeno una versione a elettroni sono, attualmente, 168 (di 58 brand), 24 in più rispetto a gennaio 2025 (+16,7%) e 28 in più nel confronto con un anno fa (+20%).
La crescita dell’offerta elettrica
| Versioni | Modelli | Marche | |
| gen-25 | 888 | 144 | 58 |
| ott-25 | 1.004 | 168 | 58 |
| Saldo | 116 | 24 | 0 |
In relazione all’offerta complessiva, articolata in 5.524 versioni di 504 modelli, il peso delle elettriche, come si può vedere dai grafici in basso, è del 18,2% sull’insieme delle versioni e del 20% in relazione ai modelli.
Il peso delle elettriche per versione
Il peso delle elettriche per modelli
Se si disaggregano i 1.004 allestimenti elettrici in relazione ai diversi macrosegmenti che compongono il mercato dell’auto, si osserva che oltre ¾ dell’offerta complessiva 755 versioni) si concentra nei segmenti medi e medio alti; e che il comparto B, quello delle utilitarie, che in Italia pesa per il 49,2% sul totale delle immatricolazioni, è ancora poco presidiato, con appena il 14,5% delle versioni disponibili.
Infine le marche. I brand con più modelli elettrici a listino sono Mercedes (12), Byd (8) e Peugeot (8). La stella a tre punte domina di gran lunga anche sulle versioni, con 168 allestimenti a elettroni davanti ad Audi (97) e BMW (65). Ha il logo di uno dei tre brand premium tedeschi quasi una versione su tre (il 32,9%) tra quelle attualmente a listino.
12 settembre 2025
Focus auto elettriche
Sono 86 i modelli che, secondo Quattroruote Professional, potranno essere acquistati con i nuovi incentivi 2025/26. A settembre 2025 più di un modello su cinque tra quelli a listino è a elettroni o ha almeno una versione con la sola batteria di trazione. E l’offerta, in termini di versioni, aumenta soprattutto nei segmenti B e C.
I prossimi maxi-incentivi statali all’acquisto di auto nuove – fino a 11 mila euro con rottamazione obbligatoria – saranno limitati, per la prima volta, alle vetture elettriche.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, l’8 settembre scorso, del decreto del ministero dell’Ambiente che ha dirottato su questa iniziativa gli oltre 597 milioni di euro precedentemente destinati alle infrastrutture di ricarica elettrica, è iniziato il conto alla rovescia per il via a un’operazione che, secondo alcune stime, nell’arco di alcuni mesi dovrebbe generare quasi 40 mila immatricolazioni tra autovetture (per i privati) e autocarri (per le microimprese).
Dunque, è necessario fare il punto, grazie ai dati dell’Osservatorio Quattroruote Professional, sull’offerta e sui prezzi delle Bev. Iniziamo dall’offerta.
Più di un modello su 5 tra quelli offerti dalle Case è elettrico o ha una versione elettrica
Attualmente, secondo la Banca dati di Quattroruote Professional, sono 165 i modelli, di 50 marche, che hanno almeno una versione con la sola batteria di trazione. Complessivamente, le versioni elettriche sono 1.015 versioni. Si tratta di un’offerta che inizia a essere articolata e importante, considerato che il mercato nel suo complesso offre 504 modelli di 70 marche declinati in 5.459 versioni. Dunque, come si può vedere dai grafici in basso, il peso delle Bev sull’offerta complessiva è pari al 21,5% in relazione ai modelli – un dato inferiore solo alla benzina – e del 18,6% in rapporto alle versioni, una percentuale inferiore, in questo caso, sia alla benzina sia al gasolio che però, com’è noto, nei segmenti superiori è tuttora caratterizzato da un’offerta estremamente articolata.
Sono 86 i modelli che, secondo Quattroruote Professional, potranno essere acquistati con i nuovi incentivi 2025/26. A settembre 2025 più di un modello su cinque tra quelli a listino è a elettroni o ha almeno una versione con la sola batteria di trazione. E l’offerta, in termini di versioni, aumenta soprattutto nei segmenti B e C.
I prossimi maxi-incentivi statali all’acquisto di auto nuove – fino a 11 mila euro con rottamazione obbligatoria – saranno limitati, per la prima volta, alle vetture elettriche.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, l’8 settembre scorso, del decreto del ministero dell’Ambiente che ha dirottato su questa iniziativa gli oltre 597 milioni di euro precedentemente destinati alle infrastrutture di ricarica elettrica, è iniziato il conto alla rovescia per il via a un’operazione che, secondo alcune stime, nell’arco di alcuni mesi dovrebbe generare quasi 40 mila immatricolazioni tra autovetture (per i privati) e autocarri (per le microimprese).
Dunque, è necessario fare il punto, grazie ai dati dell’Osservatorio Quattroruote Professional, sull’offerta e sui prezzi delle Bev. Iniziamo dall’offerta.
Più di un modello su 5 tra quelli offerti dalle Case è elettrico o ha una versione elettrica
Attualmente, secondo la Banca dati di Quattroruote Professional, sono 165 i modelli, di 50 marche, che hanno almeno una versione con la sola batteria di trazione. Complessivamente, le versioni elettriche sono 1.015 versioni. Si tratta di un’offerta che inizia a essere articolata e importante, considerato che il mercato nel suo complesso offre 504 modelli di 70 marche declinati in 5.459 versioni. Dunque, come si può vedere dai grafici in basso, il peso delle Bev sull’offerta complessiva è pari al 21,5% in relazione ai modelli – un dato inferiore solo alla benzina – e del 18,6% in rapporto alle versioni, una percentuale inferiore, in questo caso, sia alla benzina sia al gasolio che però, com’è noto, nei segmenti superiori è tuttora caratterizzato da un’offerta estremamente articolata.
Il brand più elettrico è Mercedes, una su due appartiene ai segmenti C e D
A offrire più modelli elettrici è la Mercedes (12), davanti a BYD e Peugeot (8), mentre se si scorpora l’offerta per segmenti, le fasce C e D da sole pesano per oltre metà dei modelli complessivamente a listino.
Nel perimetro degli incentivi 86 modelli declinati in 272 versioni
Gli incentivi, tuttavia, non riguarderanno tutte le elettriche, ma solo quelle con prezzo di listino fino a 35 mila euro Iva e optional a pagamento esclusi (42.700 euro Iva inclusa, optional esclusi). Dunque, nel perimetro degli incentivi rientrano solo, si fa per dire, 84 modelli di 36 marche declinati in 260 versioni. Se però si aggiungono gli esemplari in esaurimento scorte, i modelli salgono a 86 e le versioni a 272.
Da inizio anno i modelli elettrici sono aumentati del 14%
Infine, un accenno alla dinamica dell’offerta. Sono le auto elettriche, ormai, insieme alle plug-in, a vivacizzare un’offerta – e quindi un’industria – che sul fronte delle alimentazioni tradizionali batte decisamente in ritirata. Nei primi otto mesi del 2025, infatti, i modelli con la sola batteria di trazione sono aumentati di 20 unità (+13,8%) a fronte di una contrazione di 6 unità di quelli a benzina (-1,8%) e di 16 unità (-9,4%) di quelli a gasolio.
Non molto diversi sono i numeri se si osserva l’offerta dal punto di vista delle versioni, con le elettriche che dall’inizio dell’anno sono aumentate del 14% rispetto a contrazioni del 2,9% per la benzina e dell’11,2% per il gasolio.
Più versioni nei segmenti B e C
Per quanto riguarda, invece, i prezzi, a fronte di una riduzione media di tutti i prezzi di tutte le versioni dello 0,4% dall’inizio del 2025, le elettriche hanno registrato un calo sensibilmente superiore: -4%. Un dato che la sintesi sia di una riduzione di alcuni listini sia di un’offerta – come si può osservare nella tabella sotto – che è aumentata in particolare nei segmenti B e C, due comparti che hanno registrato una crescita di versioni, rispettivamente, del 19,5 e del 29,4%.
10 settembre 2025
Osservatorio QP Usato Superindice
Brusca flessione del superindice di Quattroruote Professional a settembre. L’indicatore rappresentativo di tutto il mercato, indipendente dalle anzianità, ha ceduto 1,26 punti rispetto ad agosto e 4,29 punti nel confronto con settembre 2024. Male, in particolare, le auto con la spina
Calo sensibile, a settembre del superindice dell’usato di Quattroruote Professional, il Valore residuo espresso in percentuale del prezzo di vendita attualizzato rappresentativo di tutto il mercato, indipendentemente dalle singole anzianità, calcolato mensilmente con base 100 fissata a gennaio 2020. Rispetto ad agosto 2025 il VR% medio complessivo è sceso di 1,26 punti percentuali, una misura mai registrata dall’inizio del periodo di osservazione, ossia gennaio 2020.
Il calo di settembre, tra l’altro, è il quarto consecutivo e rivela un’accelerazione, da luglio, della dinamica ribassista che sta investendo l’auto di seconda mano dopo il picco toccato a gennaio 2024. Rispetto a un massimo di 122,90 punti, in venti mesi il superindice ha perso 5,81 punti ed è tornato allo stesso livello di febbraio 2023. Nell’arco di un anno, tra settembre 2024 e settembre 2025, la contrazione media complessiva dell’usato è stata di 4,29 punti.
Il mercato dell’usato penalizza le auto con la spina
Se si scorpora il dato medio per le diverse alimentazioni, l’indicatore rivela una flessione congiunturale e tendenziale sensibilmente superiore alla media per le auto elettriche e ibride plug-in. In particolare, le Bev hanno perso quasi due punti rispetto ad agosto e oltre 11 punti nel confronto con settembre 2024. Una dinamica che potrebbe subire un’ulteriore accelerazione nei prossimi mesi come conseguenza dei maxi-incentivi statali – da 9 a 11 mila euro – sulle auto elettriche nuove.
25 agosto 2025
LA QUOTA DI IMMATRICOLAZIONI DI IBRIDE
CON LA SPINA TOCCA UN NUOVO MASSIMO STORICO.
MA L’USATO PHEV CONTINUA A PERDERE TERRENO SU TUTTE LE PRINCIPALI ANZIANITÀ
Abbiamo visto il mese scorso come è evoluta negli ultimi mesi la domanda e – grazie ai dati esclusivi contenuti nell’ Osservatorio Quattroruote Professional – l’offerta di auto plug-in. E abbiamo osservato, sempre grazie a queste informazioni, le dinamiche che hanno caratterizzato i prezzi medi di listino.
Per completare l’analisi sull’alimentazione del momento (a luglio la quota di mercato delle Phev, all’ottavo incremento mensile consecutivo, ha toccato un nuovo massimo storico, il 7,54% di immatricolato, un livello quasi doppio rispetto al 3,91% di luglio 2024 e tre frazioni di punto in più nel confronto con giugno 2025), è opportuno analizzare anche cosa sta accadendo nel mercato dell’usato, uno degli ambiti che storicamente caratterizzano l’attività della Banca dati di Quattroruote Professional.
L’USATO PERDE QUOTA…
Partiamo dal cosiddetto superindice dell’usato, un nuovo indicatore appena messo a disposizione degli utilizzatori dell’Osservatorio. Grazie a una base 100 fissata a gennaio 2020 – ossia poco prima dell’esplosione della pandemia di Covid 2019 – il “superindice” dell’usato misura il “sentiment” del mercato delle auto di seconda mano, indipendentemente da ogni variabile legata all’anzianità.
Ebbene, ad agosto il superindice dell’usato plug-in, dopo 16 mesi consecutivi di discesa, è tornato a un livello leggermente superiore a quello di inizio 2020, perdendo oltre dieci punti negli ultimi dodici mesi. Il massimo storico era stato toccato a ottobre 2023, quando, dopo quasi tre anni di crescita ininterrotta (al netto di qualche fisiologica battuta d’arresto) l’indice toccò a quota 117,62. Da quel momento è iniziata la fase di rientro, più repentina della crescita innescata cinque anni fa dal crollo dell’offerta di auto nuove sul mercato provocata dal cosiddetto chip shortage e dalla crisi della logistica che poi caratterizzarono tutto il triennio 2020-2022.
…E PERDE TERRENO RISPETTO AL MERCATO DELL’USATO NEL SUO COMPLESSO
Non solo. Confrontando la curva storica del superindice plug-in con quella del mercato nel suo complesso, si osserva che le due dinamiche sono sostanzialmente sovrapponibili fino all’autunno del 2021. Da quel momento, però, la crescita dei valori residui delle ibride con la spina inizia a rallentare e la relativa curva comincia a distaccarsi progressivamente da quella rappresentativa dell’intero mercato, che tocca il massimo storico (122,90) a gennaio 2024.
Ma mentre il valore residuo delle Phev precipita, l’indice generale tiene. Tant’è che, come si può vedere dal grafico, relativo agli ultimi 12 mesi, il superindice rappresentativo dell’intero mercato è ancora 18 punti sopra il dato di partenza.
Due dinamiche diverse che hanno come risultato un costante incremento del gap che separa i due indici, passato da 0,01 punti in favore dell’indice generale di settembre 2023 al nuovo massimo di 17,47 punti, sempre in favore dell’indice generale, di agosto 2025.
GIÙ I VALORI RESIDUI DELLE TRE ANZIANITÀ PRINCIPALI
Se, invece, si analizzano i valori residui di vendita – calcolati in percentuale rispetto al prezzo di listino Iva compresa attualizzato – delle tre anzianità maggiormente rappresentative del mercato, ossia l’insieme delle auto targate da 12 mesi, prevalentemente ex rent a car, 48 mesi, in maggioranza ex noleggio a lungo termine, e 72 mesi, l’usato più scambiato tra i privati, si osservano le dinamiche illustrate nei grafici che seguono e che confermano con maggiore precisione quanto sostanzialmente evidenziato dal superindice.
10 luglio 2025
LA CINA PESA PER IL 10%
SULL’IMMATRICOLATO ITALIANO.
E CRESCE STABILMENTE A DOPPIA CIFRA.
ATTUALMENTE HANNO CROMOSOMI CINESI 22 BRAND SU 76 E 104 MODELLI SU 511
Sfiora il 10% il peso della Cina sul mercato dell’auto italiano. Lo rivela un’analisi dell’Osservatorio Quattroruote Professional sui dati del ministero dei Trasporti. Dall’elaborazione risulta che a giugno il market share dei brand cinesi “puri” (Byd, DFSK, Dongfeng, Forthing, Jaecoo, Leapmotor, Link & Co., Omoda e Xpeng), di quelli europei controllati da car maker del dragone, le cui vetture in molti casi sono prodotte in Asia (Lotus, MG, Polestar, Smart, Swm e Volvo) e delle vetture cinesi italovestite (Cirelli, Dr, Emc, Evo, ICH-X, Sportequipe e Tiger) ha raggiunto il 9,5%, 3,7 punti in più rispetto a giugno 2024. In termini di immatricolazioni, si tratta di 12.525 esemplari targati a giugno 2025, oltre 3.300 in più rispetto al medesimo mese dell’anno scorso, con una crescita del 36% in un mercato che, invece, nel suo complesso è crollato del 17,44%.
Nel 1° semestre la Cina cresce del 42% (mentre il mercato arretra del 3,6%)
Sempre secondo l’analisi dell’Osservatorio QP, nella prima metà dell’anno, il peso della Cina ha raggiunto l’8,29% dal 5,64% del primo semestre 2024. In valori assoluti, si tratta di quasi 71 mila esemplari, oltre 21 mila in più rispetto al periodo gennaio-giugno 2024. Nel semestre, dunque, la crescita della Cina è stata del 42,3% in un mercato che è invece arretrato del 3,58%.
Ma per ora i “big” sono solo quattro
Insomma, la Cina, direttamente e indirettamente, non è più una nicchia, anche se gli unici brand a emergere sono, per ora, MG, Byd, Dr e Volvo, che da soli valgono il 78% delle immatricolazioni “cinesi” nel 1° semestre.
Cento modelli su 500 hanno cromosomi cinesi
Il fatto che la Cina, nel suo complesso, non sia più una nicchia è certificato da un altro dato che emerge, stavolta, direttamente dall’osservatorio Quattroruote Professional: quello dell’offerta. A fronte di un listino auto complessivamente articolato in 511 modelli di 76 Case declinati in 5.824 versioni, a luglio 2025 nella Banca Dati Quattroruote Professional risultano avere cromosomi cinesi ben 104 modelli di 22 brand declinati in 429 versioni: in pratica, una marca su quattro tra quelle presenti in Italia e un modello su cinque tra quelli a listino.

L’offerta cinese è dominata dall’europea Volvo
Si tratta però di un’offerta molto polverizzata. Metà dei modelli censiti nella Banca Dati di Quattroruote Professional, infatti, “proviene” da sei brand, di cui solo un cinese “puro”: Volvo (14), Byd (9), Cirelli (7), DR (7), MG (7) e SportEquipe (6), l’altra metà dai restanti 16. In termini di versioni, invece, ha il logo della Casa svedese controllata dal gruppo Geely il 30% degli allestimenti offerti sul mercato davanti a Cirelli (13%) e Polestar (7%), tre marche, due europee e una italovestita, che da sole offrono la metà delle versioni a listino.
Macché elettrico, comandano benzina e Gpl
E non è vero che cinese è sinonimo di elettrico. Sempre secondo la Banca dati di Quattroruote Professional, su cui sono registrati e aggiornati tutti i listini di tutte le Case, dei 104 modelli considerati, solo 37 hanno la sola batteria di trazione. La maggior parte è a benzina (48) e a Gpl (33), mentre sono solo 17 quelli con almeno una versione plug-in e appena due (la ICH-X K2 e la Volvo V90) quelli con motore a gasolio (uno stesso modello può avere più alimentazioni, ovviamente).
8 luglio 2025
FOCUS PLUG–IN:
QUOTA DI MERCATO AL 7,24%. AUMENTA L’OFFERTA DELLE CASE E DIMINUISCE IL PREZZO MEDIO
A giugno 2024 la quota di mercato delle auto plug-in ha toccato un nuovo massimo storico, il 7,24% di immatricolato, un livello più che doppio rispetto al 3,5% di giugno 2024 e otto frazioni di punto in più nel confronto con il mese precedente. Una dinamica che in appena un mese ha trascinato la media mobile dei 12 mesi dal 4,11% di maggio 2025 al 4,42% di giugno.
Non solo. Come si può vedere dal grafico sotto, con il dato di giugno salgono a sette gli incrementi consecutivi del market share delle Phev, oltre quattro punti in più rispetto all’inizio di questa fase di crescita, il 3,16% di novembre 2024.
Insomma, le Phev – insieme alle Bev – stanno animando il mercato dell’ auto nuova, grazie anche, evidentemente, alla nuova disciplina fiscale del fringe benefit sulle auto aziendali, che da quest’anno privilegia significativamente le auto con la spina rispetto a quelle con motore termico. A dimostrazione di come la leva fiscale possa davvero orientare le scelte degli acquirenti, in particolare delle imprese, canale che nell’arco degli ultimi 12 mesi è arrivato a pesare sul targato, in media, quasi il 32% (escluse le autoimmatricolazioni).
LA COMPOSIZIONE DELL’OFFERTA PHEV A LUGLIO 2025: 126 MODELLI DI 42 BRAND
Fin qui la domanda. Grazie all’ Osservatorio Quattroruote Professional, è però possibile analizzare anche la dinamica dell’offerta. Vediamo, dunque, un po’ più nel dettaglio come stanno cambiando i listini e i prezzi delle Phev.
Partiamo dalla composizione del mercato. A luglio 2025 risultano a listino 126 modelli plug-in di 42 marche, declinati in 823 allestimenti. Rispetto a luglio 2024, i brand con almeno una versione plug-in a listino sono aumentati di 4 unità (+5,3%), mentre sono 11 in più (+9,6%) i modelli con il doppio motore e con la doppia alimentazione, elettrica e termica.

Prendendo a riferimento l’offerta complessiva delle Case presenti in Italia all’inizio di luglio (76 marche, 511 modelli e 5.824 versioni), risulta dunque che buona parte dei brand (il 55%) ha almeno una versione plug-in a listino (anche se solo, si fa per dire, il 24,6% dei modelli disponibili per l’acquisto ha almeno un allestimento Phev). Insomma, l’offerta inizia a essere significativa e anche questo, evidentemente, contribuisce ad alimentare la domanda business di ibride con la spina.
L’OFFERTA SI CONCENTRA NEI SEGMENTI C e D
Se si disaggrega l’offerta in base ai segmenti che compongono il mercato, si osserva che il grosso dei modelli si concentra nei comparti C (32,5%) e D (29,4%) con una significativa presenza nell’E (20,6%) e nell’S (10,3%). Invece nel segmento B, che vale complessivamente il 50% delle immatricolazioni italiane, le Plug-in sono praticamente assenti essendo rappresentate da appena 2 modelli, la Jeep Renegade e la Mitsubishi ASX.
Se si analizza l’ offerta in termini di brand, invece, quasi un terzo dell’ offerta ha nazionalità tedesca, con Mercedes che sull’insieme dei modelli Phev pesa per il 15,1% davanti ad Audi (8,7%), BMW (7,1%) e Volkswagen (5,6%). Insomma, più di un modello su tre (il 36,5%) è di provenienza teutonica.
PREZZO MEDIO IN CALO TENDENZIALE DA SEI MESI
Per quanto riguarda, infine, i prezzi di listino, a luglio la media dei prezzi Iva compresa di tutte le versioni Plug-in offerte in Italia è diminuita del 2,2% in termini tendenziali (ossia rispetto a luglio 2024) mentre non ha registrato variazioni rispetto a giugno 2025. Come si può vedere dal grafico in basso, da ottobre 2024 il prezzo medio delle Phev, già in rallentamento da alcuni mesi, ha smesso di aumentare su base annua e, anzi, da febbraio 2025 ha iniziato a diminuire.
Se invece, si considerano i soli modelli/versioni che erano a listino sia a luglio 2024 sia a luglio 2025, ossia al netto di quelli che nel frattempo sono entrati e usciti, la media di tutti i prezzi Iva compresa ha registrato un rialzo tendenziale dello 0,5%. Insomma, il calo complessivo appare dovuto più a new entry – evidentemente dal prezzo leggermente più basso – che non a una vera e propria diminuzione media dei prezzi.
10 giugno 2025
FOCUS SEGMENTO C:
IL SEGMENTO C VALE IL 26% DELLA DOMANDA MA PESA PER IL 29% NELL’OFFERTA.
RISPETTO A UN ANNO FA LA MEDIA DEI PREZZI DI LISTINO DI TUTTE LE VERSIONI OFFERTE DALLE CASE È DIMINUITA DELL’1,2%, PIÙ DEL MERCATO NEL SUO COMPLESSO (-0,6%).
NELL’USATO, GIÙ LE QUOTAZIONI DEGLI ESEMPLARI CON 12 E 48 MESI, IN SALITA I 72 MESI
L’OFFERTA
Su un listino composto, a giugno, da 508 modelli di 75 marche declinati in 5.992 versioni, il segmento C risulta articolato in 149 modelli di 46 marche declinati in 2.120 versioni.
In pratica, rileva l’Osservatorio Quattroruote Professional, l’iniziativa di analisi dei mercati automotive e di business intelligence dell’Editoriale Domus, le compatte pesano per il 29,3% sui modelli del listino complessivo e per il 35,4% dal punto di vista delle versioni. Si tratta del segmento più corposo del mercato.
Rispetto a un anno fa, questa fascia di modelli si è leggermente semplificata in termini di offerta. A fronte di un incremento di modelli, 11 in più, le versioni sono infatti diminuite di 274 unità. In pratica, da una media di 17,3 versioni per modello di giugno 2024 si è scesi a una media di 14,2.
Per quanto riguarda le marche, invece, il listino registra quattro nuovi ingressi, quelli di Dongfeng, Jaecoo, Omoda e Swm.
In termini di alimentazioni, è significativa la dinamica che ha riguardato le elettriche, aumentate nel giro di 12 mesi da 37 a 41 modelli e da 220 a 255 versioni. In piena ritirata, invece, il gasolio, che ha visto assottigliarsi le sue fila di dieci modelli e di 154 versioni.
Ovviamente l’alimentazione più diffusa nel segmento resta la benzina, presente su 100 modelli, sei in più rispetto a un anno fa, e 1.015 versioni (-146).
LA DOMANDA
A dispetto di un’offerta particolarmente ampia, il segmento C pesa, in termini di immatricolazioni, leggermente meno. Nei primi cinque mesi del 2025 sono stati immatricolati in Italia 191.758 esemplari di modelli appartenenti a questa fascia, 3.304 in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+1,75%). Siccome però il mercato dell’auto nei primi cinque mesi ha subito una contrazione dello 0,53%, la quota del segmento C è aumentata di oltre mezzo punto, dal 25,95 al 26,54%. Nel solo mese di maggio la quota di mercato del segmento C ha raggiunto il 27,55%, 0,23 punti in più rispetto allo stesso mese del 2024.
I PREZZI DI LISTINO
A giugno 2025 la media dei prezzi di listino Iva compresa di tutte le versioni che compongono il segmento C è stata di 43.211 euro, l’1,2% in meno rispetto a giugno 2024, un calo superiore a quello registrato dal mercato nel suo complesso (-0,6%).
Se si prende a riferimento il mercato omogeneo, ossia le versioni che erano a listino sia a giugno 2024 sia a giugno 2025, la media dei prezzi è leggermente aumentata, +1,0%.
Il massimo storico di questo indicatore è stato raggiunto a febbraio 2024, quando toccò i 44.218 euro. Rispetto ad allora il calo è stato del 2,3%%.
Tornando alla variazione tendenziale della media di tutti i prezzi, il calo è stato determinato dalle versioni plug-in (-2,5%), a gasolio (-1,8%)m a benzina (-1,0%) ed elettriche (-0,3%), In sensibile rialzo, invece, la media dei prezzi di listino delle versioni a Gpl (+1,9%).
LE QUOTAZIONI DELL’USATO
Limitatamente alle tre anzianità di riferimento, sia l’usato di 12 mesi (in prevalenza ex rent a car) sia quello di 48 mesi (in prevalenza ex noleggio a lungo termine) hanno oggi un valore residuo (calcolato rispetto al prezzo medio d’acquisto attualizzato) inferiore rispetto a un anno fa: 72,80% rispetto al 75,48% di giugno 2024 nella prima situazione e 57,44% rispetto a 59,13% nella seconda. Nei 72 mesi, l’usato più scambiato tra i privati, invece, il VR% è aumentato dal 46,74 al 48,01%.
12 maggio 2025
FOCUS SEGMENTO B:
NEL SEGMENTO PIÙ IMPORTANTE DEL MERCATO AUMENTANO I MODELLI ELETTRICI, PASSATI IN UN ANNO DA 17 A 29, MA LA MEDIA DEI PREZZI DI LISTINO SALE MENO DELL’INFLAZIONE.
NELL’USATO, FLETTE LEGGERMENTE SOLO QUELLO PIÙ RECENTE. DOPO SEI ANNI UNA MACCHINA DEL SEGMENTO B VALE, IN MEDIA, LA METÀ DEL PREZZO D’ACQUISTO ATTUALIZZATO
L’OFFERTA
Su un listino composto, a maggio, da 504 modelli di 75 marche declinati in 5.943 versioni, il segmento B risulta articolato in 78 modelli di 35 marche declinati in 714 versioni.
In pratica, rileva l’Osservatorio Quattroruote Professional, l’iniziativa di analisi dei mercati automotive e di business intelligence dell’Editoriale Domus, le utilitarie del segmento B pesano per il 15,5% sui modelli del listino complessivo e per il 12% dal punto di vista delle versioni.
Rispetto a un anno fa, il segmento si è leggermente semplificato in termini di offerta. A fronte di un incremento di modelli, tre in più, le versioni sono infatti diminuite di 91 unità. In pratica, da una media di 10,7 versioni per modello di maggio 2024 si è scesi a una media di 9,1. Per quanto riguarda le marche, invece, il listino registra un nuovo ingresso, quello di Dongfeng, con l’elettrica Box.
Tra i modelli definitivamente usciti dal listino negli ultimi 12 mesi troviamo nomi che hanno lasciato una traccia nella storia recente e meno recente del segmento B come le Ford Ecosport e Fiesta, la Renault Zoe, la Fiat 500 X e la Mazda 2 terza serie.
In termini di alimentazioni, è significativa la dinamica che ha riguardato le elettriche, aumentate nel giro di 12 mesi da 17 a 29 modelli e da 76 a 125 versioni. A fronte dell’uscita della Renault Zoe, sono entrate a listino nell’ultimo anno l’Abarth 600e, le Byd Atto 2 e Dolphin Surf, la Citroen C3 Aircross, la Dongfeng Box, la Fiat Grande Panda, la Ford Puma Gen-E, la Kia EV-3, la Mini Aceman, l’Opel Frontera-e, la Renault 5 E-Tech Electric, la Renault 4 E-Tech Electric e la Volvo EX30.
Ovviamente l’alimentazione più diffusa nel segmento resta la benzina, presente su 58 modelli rispetto ai 65 di 12 mesi fa, ma le elettriche sono subito dietro.
LA DOMANDA
A dispetto di un’offerta relativamente ridotta, il segmento B è il più importante del mercato italiano, sul quale pesa per circa il 50%. Nel quadrimestre gennaio-aprile 2025 sono stati immatricolati in Italia 291.788 esemplari di modelli appartenenti a questa fascia, appena 513 in meno dello stesso periodo del 2024 (-0,18%). Siccome però il mercato dell’auto nei primi quattro mesi ha subito una contrazione dello 0,63%, la quota del segmento B ha superato il 50%, 0,23 punti in più rispetto al primo quadrimestre 2024. Nel solo mese di aprile la quota di mercato del segmento B ha raggiunto il 51,15%, 1,36 punti in più rispetto allo stesso mese del 2024.
I PREZZI DI LISTINO
A maggio 2025 la media dei prezzi di listino Iva compresa di tutte le versioni che compongono il segmento B è stata di 30.422 euro, l’1,4% in più rispetto a maggio 2024, un dato comunque inferiore all’inflazione, che tra aprile 2024 e aprile 2025 (il dato di maggio non è ancora disponibile) è stata del 2%.
Se si prende a riferimento il mercato omogeneo, ossia le versioni che erano a listino sia a maggio 2024 sia a maggio 2025, l’incremento medio di prezzo è stato leggermente inferiore: l’1,1%.
Il massimo storico di questo indicatore è stato raggiunto a novembre 2024, quando toccò i 30.798 euro. Rispetto ad allora il calo è stato dell’1,2%.
Tornando alla variazione tendenziale della media di tutti i prezzi, il rialzo è stato determinato dalle versioni con motore termico, mentre le elettriche hanno registrato, in media, un significativo calo del 5,5% grazie, come abbiamo visto, al debutto di un gran numero di modelli posizionati leggermente più in basso rispetto alla situazione precedente.
LE QUOTAZIONI DELL’USATO
Limitatamente alle tre anzianità di riferimento, solo l’usato di 12 mesi (in prevalenza ex rent a car) ha oggi un valore residuo inferiore rispetto a un anno fa: 73,62% rispetto al 75,6% di maggio 2024. Nelle altre due situazioni, invece, le utilitarie valgono mediamente di più:
-
0,25 punti percentuali (da 60,18% al 60,43%) nel 48 mesi (in prevalenza ex noleggio a lungo termine)
-
1,33 in più (da 49,00% a 50,33%) nei 72 mesi, l’usato più scambiato tra i privati.
In media, l’usato di sei anni vale poco più della metà del prezzo d’acquisto attualizzato.
10 aprile 2025
LA CARICA DELLE BEV:
IN UN ANNO I MODELLI A LISTINO SONO AUMENTATI DEL 28% E LE VERSIONI DEL 31%. OLTRE MILLE GLI ALLESTIMENTI DISPONIBILI
Per la prima volta, a marzo 2025 le versioni di auto elettriche in vendita in Italia hanno superato quota mille. Lo rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional, l’iniziativa di analisi dei mercati automotive e business intelligence dell’Editoriale Domus, spiegando che attualmente l’offerta di vetture con la sola batteria di trazione è composta da 149 modelli di 48 marche declinati in 1.006 versioni.
Rispetto a marzo 2024, la crescita è significativa: i brand che hanno a listino almeno un modello elettrico sono passati da 40 a 48, il 10% in più (su un totale di 75 marche); i modelli sono aumentati da 113 a 149 (+31,9%) su un mercato che ne offre complessivamente 500; le versioni sono cresciute da 763 a 1.006 (+31,8%) su un totale di 6.012 allestimenti a listino.
i brand entrati nel mercato elettrico negli ultimi 12 mesi sono tutti cinesi: Dongfeng, Forthing, Leapmotor, Omoda e Voyah.
Aumentano le Bev nel segmento B. E il mercato risponde
Ma non è solo questione di volumi. Anche la composizione dell’offerta inizia infatti a essere più coerente con la domanda. Se infatti si scompone il listino elettrico per segmento, i 149 modelli attualmente disponibili sono così suddivisi: 8 nel segmento A, 27 nel B, 39 nel C, 37 nel D, 26 nel segmento E, 8 nel segmento F e 4 nel segmento S. Rispetto a un anno fa, il saldo è, rispettivamente, di +2, +12, +3, +11, +4, +2, +2. Come si può vedere con un colpo d’occhio dai due grafici sotto, il segmento B (in arancione) ha aumentato sensibilmente il proprio peso. Ciò è particolarmente importante ai fini della diffusione delle Bev, visto che quasi un’auto su due tra quelle immatricolate in Italia (il 49,7% nel primo trimestre dell’anno) appartiene a questo segmento. Certo, il peso delle utilitarie nella composizione dell’offerta elettrica è ancora basso, però in un anno l’incremento dei modelli è stato comunque significativo: dal 13,3 al 18,1%. Insomma, potrebbe non essere un caso che la quota di immatricolazioni di auto elettriche in Italia sia passata dal 2,95% del primo trimestre 2024 al 5,18% dell’analogo periodo del 2025.
12 marzo 2025
LO STRANO CASO DELLE AUTO A GASOLIO
A FRONTE DI IMMATRICOLAZIONI IN CALO, IL PREZZO MEDIO DELLE AUTO NUOVE SALE E LE QUOTAZIONI DELL’USATO RECENTE RIALZANO LA TESTA – PENALIZZATE, IN PARTICOLARE, LE AUTO ELETTRICHE
La ritirata delle auto a gasolio è evidente osservando la composizione del mercato negli ultimi anni. L’Osservatorio Quattroruote Professional mostra che rispetto allo stesso mese del 2020, a marzo 2025 le marche che hanno a listino almeno un modello con motore diesel (compresi Mhev ed Hev) sono passate da 32 a 25 (-22%), i modelli con almeno una versione a gasolio sono precipitati da 220 a 80 (-63%) e le versioni sono addirittura crollate del 77%, passando da 3.827 a 873.
Limitatamente agli ultimi 12 mesi, i modelli con almeno una versione a diesel sono diminuiti dell’11% e le versioni del 14%. Insomma, l’offerta è sempre più ristretta e le immatricolazioni, anche per questo motivo, diminuiscono. Nei primi due mesi del 2025 la quota di mercato delle auto diesel, Hev e Mhev comprese, è scesa al 15,1% dal 19,9% del primo bimestre 2024. In volumi, in Italia il gasolio ha perso oltre 16 mila targhe tra il primo bimestre del 2024 e lo stesso periodo di quest’anno.
Ma il prezzo medio continua ad aumentare…
Nonostante ciò, il prezzo medio delle vetture con motore ad accensione spontanea non è diminuito in maniera significativa. Anzi, rispetto agli indicatori medi di mercato, l’Osservatorio Quattroruote Professional ha registrato, negli ultimi due mesi, una dinamica in controtendenza. La media dei prezzi di listino di tutte le versioni diesel è infatti aumentata, su base annua, sia a febbraio (in relazione ai listini di gennaio), sia a marzo (in relazione ai listini di febbraio): rispettivamente del 4,7% a fronte di un calo complessivo del 2,2% e dello 0,6% rispetto a una contrazione complessiva dell’1,7%.
… e le quotazioni dell’usato recente performano meglio della media di mercato
Non solo. Da sette mesi le quotazioni dell’usato diesel recente sono, in media, stabilmente superiori a quelle dell’insieme delle auto targate da 12 mesi. Lo certifica, per l’Osservatorio Quattroruote Professional, il VR espresso in percentuale sul prezzo di listino Iva compresa attualizzato, che per il diesel è salito, a marzo, al 74,37% a fronte di una media di mercato scesa al 72,78%. Rispetto al picco di novembre 2023, il VR% delle auto diesel di 12 mesi è diminuito, a marzo 2025, di appena 1,1 punti percentuali a fronte di un arretramento complessivo del mercato di 3,11 punti.
11 febbraio 2025
AUTO USATE, NEL 2024 SONO SCESE LEGGERMENTE LE QUOTAZIONI MEDIE DELLE VETTURE MENO ANZIANE.
PENALIZZATE, IN PARTICOLARE, LE AUTO ELETTRICHE
Flettono le quotazioni medie delle auto usate più recenti; continuano a salire, invece, seppure a ritmi meno vivaci rispetto agli anni scorsi, quelle delle vetture più anziane. Queste le principali indicazioni che emergono dall’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus che ha analizzato l’andamento dei valori residui di vendita Iva compresa delle vetture già immatricolate registrati nell’arco del 2024. Vediamo nel dettaglio le tre situazioni più rappresentative del mercato.
USATO DI 12 MESI
Per le auto di 12 mesi di anzianità, in gran parte provenienti dalle flotte del rent a car, tra inizio gennaio 2024 e inizio gennaio 2025 il valore residuo medio – espresso in percentuale del prezzo di listino Iva compresa attualizzato – è sceso dal 75,48% al 73,16% (-2,32 punti percentuali).
Come generalmente accade, le medie nascondono dinamiche diverse se si disaggregano i dati.
Per esempio, in termini di alimentazioni hanno registrato una flessione particolarmente marcata (-7,26 punti) le auto elettriche, il cui VR% è passato dal 73,40% di gennaio 2024 al 66,13% di gennaio 2025. Peggio della media hanno fatto anche le ibride plug-in, -3,51 punti, dal 75,53% al 72,02%, mentre hanno guadagnato valore, in media, le vetture a metano, non più nei listini del nuovo ma evidentemente apprezzate nel mercato dell’usato (+0,12 punti). Di seguito la differenza di VR medio % a 12 mesi per le diverse alimentazioni (benzina e gasolio comprendono anche le rispettive Mhev e Hev).
USATO DI 48 MESI
Sulle auto di 48 mesi, prevalentemente ex noleggio a lungo termine, il VR% medio è diminuito, nello stesso periodo preso in esame, di una misura leggermente inferiore rispetto alle macchine di 12 mesi: dal 58,05 al 57,52% (-0,53 punti percentuali).
Disaggregando per alimentazioni, si può osservare una dinamica particolarmente negativa, anche nell’ambito dei 48 mesi di anzianità, per le macchine elettriche (-3,02 punti percentuali) e ibride plug-in (-2,17 punti). Variazione positiva, invece, per le Gpl (+2,71 punti). Nella tabella sono indicate le differenze di VR% medio registrate a gennaio 2025 rispetto a gennaio 2024 per ogni singola alimentazione (benzina e gasolio comprendono anche le rispettive Mhev e Hev).
uSATO DI 72 MESI
Le auto scambiate in prevalenza tra privati, il valore residuo medio dell’intero mercato monitorato dall’ufficio Analisi di mercato di Quattroruote Professional è ancora leggermente aumentato, dal 45,69 al 47,23% (+1,54 punti percentuali).
15 gennaio 2025
Se si analizzano le singole alimentazioni, si può osservare un calo più accentuato per le ibride plug-in (-2,28 punti) rispetto alle elettriche pure (-0,33 punti), mentre sono saliti più della media i VR medi delle vetture a benzina. Nella tabella sono indicate le differenze di VR% medio registrate a gennaio 2025 rispetto a gennaio 2024 per ogni singola alimentazione (benzina e gasolio comprendono anche le rispettive Mhev e Hev).
IL 2024 CERTIFICA L’INVASIONE CINESE: SBARCATI IN ITALIA SETTE NUOVI BRAND DEL DRAGONE
IN GENERALE, L’OFFERTA DELLE CASE È SEMPRE PIÙ RICCA: AUMENTANO MARCHI, MODELLI E VERSIONI
Nel corso del 2024 il mercato dell’auto ha cambiato sensibilmente la sua composizione. Le marche a listino sono salite da 67 a 73 (+8,9%), risultato di sette ingressi, tutti cinesi (Dongfeng, Forthing, Jaecoo, Leapmotor, Omoda, SWM, Voyah), e di un’uscita (Mahindra). Lo rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus.
Una dinamica, spiega l’Osservatorio QP, che ha trascinato all’insù il numero di modelli complessivamente offerti sul mercato italiano, passati da 442 a 497 (+12,4%), e di versioni, aumentate da 5.905 a 6.161 (+4,3). La minore crescita di queste ultime rispetto ai modelli ha determinato una contrazione del numero medio di versioni per ciascun modello, sceso da 13,4 a 12,4.
Se si osserva il cambiamento del mercato in termini di composizione dei diversi segmenti, spicca – a dispetto della crescita complessiva dei modelli offerti e dello sbarco di sette nuove Case cinesi – l’ulteriore contrazione dell’offerta di vetture del segmento A. Le citycar sono oggi rappresentate da appena 17 modelli su 497 (il 3,4% del totale) rispetto ai 19 su 442 di un anno fa (il 4,3%). Al contrario, i segmenti B e C, che da soli rappresentano il 76% delle immatricolazioni 2024, vedono rafforzata l’offerta, rispettivamente, con 76 modelli (erano 69 a inizio 2024) e 150 (135).
A dispetto di immatricolazioni ferme o addirittura in calo, un significativo balzo in avanti, in termini di offerta, è arrivato dalle auto elettriche e plug-in. Per quanto riguarda le Bev, i brand che hanno almeno un modello a elettroni a listino sono passati da 41 a 49. L’offerta complessiva di vetture con la sola batteria di trazione è aumentata del 27% in relazione ai modelli (da 113 a 144) e del 23% sulle versioni (da 768 a 944).
Significativi anche gli aumenti di offerta plug-in, una tecnologia oggi proposta da 40 marchi su 73 (+5 rispetto a inizio 2024): +15,0% di modelli e +16,8% di versioni.
Sul fronte opposto, oltre alla scomparsa delle auto a metano (a gennaio 2024 erano ancora presenti a listino sette modelli di quattro brand), si registra la contrazione del gasolio: -8,9% di modelli e -6,8% di versioni.
14 gennaio 2025
SI RAFFREDDANO I LISTINI: + 1,2% NEL 2024
MA SE NON SI TIENE CONTO DEI SEGMENTI SUPERIORI, IL PREZZO MEDIO DI TUTTE LE VERSIONI È DIMINUITO DELLO 0,7%
Il 2024 passerà agli annali della storia automobilistica italiana per la stabilizzazione del valore dell’offerta delle Case. Infatti, la media dei prezzi di listino di tutti i modelli/versioni presenti sul mercato – indicatore del valore dell’offerta, appunto – è aumentata di appena l’1,2%, il dato più basso degli ultimi dieci anni (grafico sotto) e in linea con gli ultimi dati Istat dell’inflazione.
Lo rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, evidenziando che se si escludesse da questa elaborazione il segmento F, quelle delle cosiddette “superiori”, caratterizzata da prezzi molto alti ma che ha pesato sulle immatricolazioni 2024 per lo 0,35%, l’incremento medio dei prezzi scenderebbe al +0,5%, un dato sensibilmente inferiore all’inflazione. Addirittura, sottolinea l’Osservatorio QP, se si limitasse l’analisi ai primi quattro segmenti, ossia escludendo anche le “grandi” (1,99% di quota di mercato nel 2024), la media dei prezzi segnalerebbe addirittura un calo dello 0,7%.
Andando nel dettaglio dei singoli segmenti, un calo medio particolarmente significativo ha riguardato le citycar (-5,3%), ambito che però ha registrato una non trascurabile contrazione dell’offerta (-10% di modelli e -26% di versioni). Giù anche il prezzo medio di listino dei segmenti D (-1,5%) ed E (-0,9%), mentre hanno registrato un leggero rialzo i segmenti B (+0,1%) e C (+0,5%) e, in misura maggiore, l’F (+1,7%), segmento che, come accennato, per l’entità del prezzo medio che lo caratterizza e per la varietà di versioni trascina i valori e le variazioni di tutto il mercato.
Se, infine, si osservano le alimentazioni, gli incrementi medi più alti hanno riguardato i listini delle vetture a Gpl (+5,4%), elettriche (+3,0%) e a gasolio, comprese le relative Hev e Mhev (+2,7%). Minimo l’aumento medio delle versioni plug-in (+0,4%), mentre le auto a benzina, Hev e Mhev comprese, hanno registrato un calo medio dell’1,3%.
Articoli 2024
10 dicembre 2024
ECCO COME IN CINQUE ANNI L’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA HA RIVOLUZIONATO L’OFFERTA
Da alcune settimane la crisi dell’industria automobilistica apre le cronache – non solo economiche e finanziarie – dei principali giornali e notiziari italiani. Un contributo alla comprensione delle ragioni della crisi arriva dall’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, che ha analizzato la trasformazione che ha caratterizzato l’offerta dell’industria automobilistica dopo la pandemia di Covid-19.
Il primo rilevante cambiamento ha riguardato i brand. Un panorama storicamente piuttosto statico ha subito l’irruzione sul mercato di ben 15 nuovi attori. Tra dicembre 2019 e dicembre 2024 le marche presenti nella banca dati di Quattroruote Professional sono infatti passate da 58 a 73 (+26%). L’arrivo di nuovi attori ha inevitabilmente arricchito i listini. E infatti in cinque anni l’offerta complessiva di modelli è aumentata da 417 a 499 (+20%). L’arrivo di nuove marche e di nuovi modelli ha però coinciso – in concomitanza con l’avvio della transizione ecologica e in presenza di una domanda mai più tornata ai livelli pre-pandemia – con una inevitabile semplificazione dell’offerta complessiva, scesa da 10.382 a 6.298 versioni (-39%).
Ma l’entità del cambiamento avvenuto in questi ultimi cinque anni si misura osservando in particolare la composizione dell’offerta in termini di alimentazioni, l’ambito in cui le politiche comunitarie sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica hanno impattato di più. Prendendo a riferimento tutte le versioni a listino in Italia, a fine 2019 il mercato era ancora quasi esclusivamente composto da allestimenti a gasolio (47,9%) e a benzina (39,8%). Le due alimentazioni tradizionali pesavano, in termini di offerta, per quasi l’88% delle versioni. Solo 12 su cento tra quelli presenti nei listini ufficiali delle Case avevano un’alimentazione alternativa, sette di questi, mild hybrid.
Nell’arco di alcuni anni l’offerta, e quindi la produzione, è radicalmente cambiata. Le versioni benzina e diesel adesso sono solo una su tre (36,7%) e quelle a gasolio, in particolare, sono oggi un terzo di quelle che erano sul mercato cinque anni fa. Parallelamente è cresciuta l’offerta di alimentazioni alternative. In particolare, di mild hybrid, più che quadruplicate. Attualmente sul mercato italiano quasi un allestimento su tre è Mhev. Ma sono proliferate anche le versioni elettriche, decuplicate, e plug-in, moltiplicate per sei.
È interessante osservare, a questo proposito, lo scostamento tra l’offerta di versioni con la spina (le Bev sono il 15,3% del totale e le Phev il 13,4%) e la domanda interna, che a novembre è stata, in termini di quota di mercato, rispettivamente del 5,28% e del 3,16% (e nei primi undici mesi del 2024 del 4,12% e del 3,36% rispettivamente).
Da questo punto di vista, a guidare l’offerta è, evidentemente, il mercato continentale, in cui la domanda di macchine con la spina (14,8% di immatricolazioni Bev e 7,2% di immatricolazioni Phev nei primi dieci mesi nel mercato Ue+Uk+Efta, ultimo dato disponibile) è molto più in linea con l’offerta.
26 novembre 2024
ECCO LA PRIMA FOTOGRAFIA DEL MERCATO DELL’AUTO:
71 MARCHE, 439 MODELLI, 4.541 VERSIONI. MERCEDES IL BRAND PIÙ ARTICOLATO. POI AUDI, BMW E VOLKSWAGEN
L’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, ha scattato la prima fotografia del mercato dell’auto nuova. A novembre risultavano in vendita in Italia 439 modelli di 71 diversi brand per un totale di 4.541 versioni. In media, dunque, 10,3 versioni per ogni modello.
Se si analizzano i dati per marca, si può osservare che il brand con l’offerta più ampia è Mercedes, con 35 modelli e 1.162 versioni, davanti a BMW (rispettivamente 29 e 454), Audi (19 e 459) e Volkswagen (17 e 272). I quattro marchi tedeschi pesano per quasi il 23% sui modelli e per quasi 52% sulle versioni a mercato.
Sul fronte opposto, si trovano ICH-X, brand del gruppo Di Risio, con una sola versione di un solo modello (ma sono ben undici i brand monomodello, ancorché con più versioni: Chevrolet, Dallara, ICH-X, Ineos, Jaecoo, Lancia, Maxus, Militem, Morgan, Omoda e ZD.
Di seguito le top ten dei brand con il maggior numero di modelli e di versioni:
Se invece si osserva il mercato dal punto di vista delle alimentazioni, il grosso delle versioni è mild Hybrid (1.403) e benzina (966), mentre sono quattro quelle a idrogeno (di due modelli, la Toyota Mirai e la Hyundai Nexo).
18 novembre 2024
RALLENTA LA CORSA DEI PREZZI DELLE AUTO NUOVE:
A NOVEMBRE L’AUMENTO MEDIO SU BASE ANNUA È STATO DEL 3,2%
Continua a rallentare la corsa al rialzo dei prezzi di listino delle auto nuove in vendita in Italia. Prendendo in considerazione tutti i modelli/versioni/allestimenti proposti dalle case automobilistiche, a novembre l’incremento su base annua è stato del 3,2%, due punti in meno rispetto a ottobre.
Lo rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, avvertendo che il dato tiene necessariamente conto della vivace dinamica del mercato (composto da 71 marche, 439 modelli e 4.541 versioni a novembre 2024 rispetto alle 71 marche, 413 modelli e 5.184 versioni di novembre 2023, ma con appena 1.809 versioni presenti nell’intero periodo).
Con questa premessa, l’Osservatorio evidenzia che il rallentamento della variazione tendenziale dei prezzi registrato a novembre è il terzo consecutivo (grafico in basso). E che per trovare una variazione tendenziale più bassa bisogna risalire a giugno 2019, ossia ben prima che la pandemia e la guerra in Ucraina impattassero dapprima sulla produzione e sulla distribuzione delle auto e poi sui prezzi dell’energia e delle materie prime e, quindi, sui listini.
Il dato di novembre, tuttavia, pur inserendosi in una striscia di rallentamento della crescita dei prezzi delle auto, si discosta ancora sensibilmente dalle tendenze in atto sul fronte dei prezzi al consumo nel loro complesso, che a ottobre, per l’intera collettività mostrano una variazione tendenziale di appena lo 0,9% e un’inflazione di fondo, ossia al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, soggetti a oscillazioni più marcate, dell’1,8% (ma l’indice Nic dell’Istat, nel momento in cui questo commento è stato diffuso, è ancora provvisorio).
Se si disaggrega il dato complessivo in base alle singole alimentazioni, l’Osservatorio Quattroruote Professional mette in evidenza differenze piuttosto marcate. Rispetto a un aumento medio del 3,2%, infatti, le motorizzazioni a Gpl hanno registrato l’incremento medio più alto (+11,3%), mentre l’unica alimentazione in flessione è la benzina (-13%). Tra i due estremi si collocano le vetture full hybrid (+8,2%), le elettriche (+7,1%), le gasolio (+4,4%), le plug-in hybrid (+2,9%) e le mild hybrid (+0,9%).
12 novembre 2024
SI SEMPLIFICA L’OFFERTA DELLE CASE:
IN UN ANNO 26 MODELLI IN PIÙ, MA 643 VERSIONI IN MENO
È noto che, a dispetto della complessità del prodotto auto, l’offerta delle case automobilistiche è estremamente dinamica. Nessuno però, finora, aveva analizzato nel dettaglio la composizione del mercato in termini di marche, modelli e versioni né osservato le dinamiche in atto all’interno di questi tre perimetri. Lo ha fatto l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, rivelando che a novembre il mercato dell’auto nuova risulta composto da 71 brand, 439 modelli e ben 4.541 versioni. In media, dunque, per ogni modello a listino sono disponibili oltre dieci diverse configurazioni in termini di motorizzazione o allestimento.
Se si osserva la dinamica del mercato negli ultimi 12 mesi, tuttavia, si scopre che l’offerta si sta lentamente semplificando. E che questo processo sta avvenendo in maniera costante da maggio 2024.
È noto che, a dispetto della complessità del prodotto auto, l’offerta delle case automobilistiche è estremamente dinamica. Nessuno però, finora, aveva analizzato nel dettaglio la composizione del mercato in termini di marche, modelli e versioni né osservato le dinamiche in atto all’interno di questi tre perimetri. Lo ha fatto l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, rivelando che a novembre il mercato dell’auto nuova risulta composto da 71 brand, 439 modelli e ben 4.541 versioni. In media, dunque, per ogni modello a listino sono disponibili oltre dieci diverse configurazioni in termini di motorizzazione o allestimento.
Se si osserva la dinamica del mercato negli ultimi 12 mesi, tuttavia, si scopre che l’offerta si sta lentamente semplificando. E che questo processo sta avvenendo in maniera costante da maggio 2024.
Rispetto a novembre 2023 il numero di brand presenti sul mercato è rimasto invariato, mentre modelli e versioni hanno registrato dinamiche divergenti. A fronte di un marcato aumento di modelli, 26 in più (+6,3%), le versioni (-643) sono diminuite in misura quasi doppia in termini percentuali (-12,4%). Il risultato è che da una media di 12,6 versioni per modello di un anno fa si è passati a una media attuale, come detto, di 10,3.
Se si analizza il dato per marca, si scopre che il brand ad avere arricchito di più la propria offerta è stato BMW, le cui versioni sono aumentate del 3,7%, davanti a Volkswagen (+1,9%) e Skoda (+1,5%). Al contrario, i marchi che nell’arco dei 12 mesi hanno ridotto maggiormente le versioni proposte sono state Mini (-1,2%), Land Rover (-1,5%) e Audi (-2,2%).
30 ottobre 2024
IL PREZZO MEDIO DELLE AUTO ELETTRICHE CRESCE PIÙ DELLA MEDIA DEL MERCATO
A ottobre, per il terzo mese consecutivo, la media dei prezzi di tutti i modelli/versioni elettrici a listino in Italia è cresciuta, su base annua, più della media del mercato. Lo rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, evidenziando come a fronte di un incremento medio del 5%, le auto con la sola batteria di trazione siano aumentate, in media, del 6,4%.
Se si osserva la dinamica delle variazioni congiunturali negli ultimi 12 mesi (grafico in basso) si nota che a fronte di un evidente rallentamento della crescita dei prezzi del mercato dell’auto nel suo complesso, la dinamica delle variazioni di prezzo delle auto elettriche non abbia manifestato una specifica tendenza, oscillando attorno a una variazione media del 7%.
Nel solo mese di ottobre, l’incremento medio dei prezzi su base annua disaggregato per alimentazioni ha registrato I seguenti dati (benzina e gasolio comprendono le rispettive mild hybrid):
- Gpl: +9,4%
- Full hybrid: +9,2%
- Bev: +6,4%
- Plug-in hybrid: +5,3%
- Gasolio: +5,1%
- Benzina: +0,9%
22 ottobre 2024
RALLENTA LA CORSA DEI PREZZI DI LISTINO DELLE AUTO NUOVE
Continua a rallentare la corsa al rialzo dei prezzi delle auto nuove. A ottobre, la media dei prezzi di listino di tutti i modelli, versioni e allestimenti di tutti i brand presenti in Italia è aumentata del 5,0% su base annua. Si tratta – rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus – del quarto rallentamento consecutivo della variazione tendenziale dopo il +7,6% di luglio, il +7,1% di agosto e il +5,5% di settembre. Ma, come si può vedere dal grafico, nell’ultimo anno il rallentamento della corsa dei prezzi è stato pressoché costante, ancorché superiore all’inflazione.
Tra l’altro, proprio a gennaio 2024 la variazione dei prezzi su base annua è tornata a cifra singola dopo dodici mesi di incrementi a doppia cifra.
Se si analizza la dinamica delle variazioni tendenziali nei primi tre segmenti del mercato (che nei primi nove mesi del 2024 hanno costituito oltre l’88% delle immatricolazioni), si scopre che nel segmento A, quello delle citycar (12,7% di quota di mercato, in calo dal 13,1% del 2023), da gennaio i prezzi medi hanno iniziato a scendere e che addirittura questa decrescita è generalmente accelerata nel corso dell’anno.
Nel segmento B, quello delle utilitarie (49,1% di quota, in aumento dal 46,8% del 2023), l’aumento dei prezzi ha iniziato a rallentare da aprile mentre nel segmento C. quello delle compatte (26,5% di quota, in calo dal 28,3% del 2023) da qualche mese l’andamento è pressoché allineato a quello dell’inflazione.
14 ottobre 2024
IL PREZZO MEDIO DEI RICAMBI CRESCE MENO DI QUELLO DELLE AUTO NUOVE
INCREMENTI PIÙ ALTI NELLA MECCANICA CHE NELLA CARROZZERIA
Cresce, ma meno delle vetture nuove, il prezzo medio di listino – quindi al netto degli sconti praticati sul mercato – dei ricambi auto ufficiali. Lo rivela l’Osservatorio Q|P , la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, evidenziando come a fronte di un incremento del 5% registrato dalle macchine nuove tra ottobre 2023 e ottobre 2024, i componenti abbiano registrato una crescita del 3%. Ma con dinamiche diverse tra quelli di carrozzeria e quelli di meccanica: +3,3% per i primi, +2,8% per i secondi, il cui prezzo medio, peraltro, è sensibilmente superiore.
L’incremento registrato a ottobre indica inoltre un rallentamento rispetto all’aumento del 3,5% tendenziale registrato a luglio (la rilevazione dei prezzi da parte di Quattroruote Professional avviene con cadenza trimestrale), al +3,9% di aprile e al +5,5% di gennaio 2024. Insomma, la dinamica dei prezzi mostra un evidente raffreddamento della crescita.
Se si disaggregano i dati per brand, nella meccanica gli incrementi più alti, limitatamente ai costruttori di auto, hanno riguardato Toyota (+8,1%), SsangYong (+7,5%) e Dacia (+7%), mentre non hanno registrato variazioni medie Mahindra, Evo, Tata, MG e Cadillac. Nella carrozzeria, ai primi posti per entità degli aumenti vi sono Lynk & Co (+16,2%), Maserati (+9,6%) e Toyota (+8,3%); nessuna variazione per Chevrolet, Mahindra e MG.
TOP 10 VAR % MECCANICA PER MARCA
TOP 10 VAR % carrozzeria PER MARCA
Se invece si disaggregano i dati per famiglia di ricambio, nella meccanica hanno avuto una dinamica più vivace l’impianto frenante (+3,7%) e lo sterzo (+3,3%); al contrario, cambio e trasmissione (+2,3%) e climatizzazione (+2,1%) hanno registrato gli incrementi minori.
Nella carrozzeria, invece, spicca l’incremento dei lamierati interni (+10,5%), seguito dai lamierati esterni (+3,8%); in coda nella graduatoria degli aumenti medi dei prezzi di listino dei ricambi ufficiali di carrozzeria, invece, si trovano i cristalli (+3,0%) e i rivestimenti interni (+2,9%).
Infine, se si disaggrega per singolo ricambio, nella carrozzeria hanno registrato aumenti sensibili il parafango posteriore parte inferiore (+10,5%) e le cinture di sicurezza anteriori (+7,8%), mentre nella meccanica si segnalano l’ammortizzatore anteriore autolivellante (+5,3%) e il cuscinetto interno del mozzo anteriore (+5,0%).
18 settembre 2024
ANCORA SU LE QUOTAZIONI DELL’USATO PIÙ ANZIANO SCENDONO QUELLE DELL’USATO FRESCO E RECENTE
Ancora leggermente in salita le quotazioni delle auto usate più anziane. In base ai dati rilevati dall’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, a settembre il valore residuo medio di vendita Iva compresa delle macchine con anzianità pari a 72 mesi ha raggiunto un nuovo massimo storico: il 46,80% del prezzo medio di listino iniziale rivalutato Istat.
Nell’ultimo mese, tuttavia, il VR è aumentato di appena 0,01 punti, segnale che anche tra le auto più scambiate tra i privati le quotazioni si stanno stabilizzando dopo anni di salita (rispetto allo stesso mese del 2023, l’incremento è stato di 2,12 punti, ma sale a 7,74 punti nel confronto con settembre di due anni fa e a 12,99 punti sullo stesso mese del 2021.
Tra l’altro, la serie storica di questo indicatore non mostra cedimenti. L’ultima variazione congiunturale negativa risale ad aprile 2024 (-0,21 punti rispetto a marzo), mentre per trovare un altro segno negativo bisogna tornare indietro di tre anni, al mese di settembre 2021.
Non solo. L’ andamento delle quotazioni medie delle vetture con sei anni di anzianità è in controtendenza rispetto agli esemplari più recenti. In particolare, le auto con quattro anni di vita hanno registrato il quarto calo congiunturale consecutivo del Valore residuo medio, il dodicesimo di fila per le vetture di 12 mesi. Dal picco di marzo 2024 (58,18%), il VR medio è diminuito di 0,45 punti sulle prime, mentre dal massimo di ottobre 2023 è sceso di 2,49 punti sulle seconde.
13 settembre 2024
IL MERCATO CONTINUA A PENALIZZARE L’USATO ELETTRICO
Continuano a essere penalizzate, nel mercato dell’usato, le quotazioni di vendita Iva compresa delle auto elettriche, sempre più distanti – in termini di valore residuo percentuale rispetto al prezzo di listino iniziale rivalutato – dalla media del mercato.
In base ai dati rilevati dall’Osservatorio Q|P, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, a settembre la differenza, in negativo, del VR medio ha toccato un nuovo massimo storico sia sugli esemplari di 12 mesi sia su quelli di 48, mentre sulle vetture più anziane (72 mesi) la forbice si è leggermente ridotta.
Più nel dettaglio, nel perimetro delle auto di 12 mesi la differenza di valore residuo medio tra le Bev (linea rossa nel grafico) e il mercato nel suo complesso (linea grigia) – comprese le macchine con la batteria di trazione – si è allargata per l’ottavo mese consecutivo e a settembre ha raggiunto i 7,41 punti percentuali: 66,75% per le elettriche, 74,16% per il mercato nel suo complesso. Rispetto ad agosto, il gap è aumentato di 0,6 punti e di 5,56 punti nel confronto con settembre 2023.
Da notare che fino a febbraio 2021 i rapporti di forza – nel perimetro delle auto con 12 mesi di anzianità – erano invertiti, ossia le Bev di un anno avevano un valore residuo mediamente superiore a quello medio del mercato.
Sulle vetture con 48 mesi di anzianità, la differenza di valore residuo medio è ancora più ampia e ha toccato, a settembre, i 12,46 punti percentuali. Rispetto al 58,02% medio, il VR delle macchine con la sola batteria di trazione si è attestato al 45,56%. Anche in questo ambito, il mercato continua a penalizzare le Bev, visto che il gap si è allargato per l’undicesimo mese consecutivo.
Infine, le vetture con 72 mesi di anzianità. In questo perimetro, la forbice, pur restando ampia (10,79 punti) si è invece ridotta per la prima volta dopo cinque mesi: dai 12,14 punti di agosto a 10,79 di settembre. Nel confronto con lo stesso mese dell’anno scorso, però, il gap è comunque aumentato di 2,23 punti.
Secondo Carlo Siviero, Data Factory & Market Analysis Director di Quattroruote Professional, il motivo della crescente debolezza dei valori residui delle auto elettriche, con la sola esclusione di Tesla, “risiede principalmente nella debolezza della domanda. I motivi sono diversi. In primo luogo, i costi d’acquisto superiori a quelli dei veicoli termici con analoghe prestazioni. Ciò, nonostante una diminuzione nel tempo del costo al kWh delle batterie, risultata però inferiore alle attese e non compensata dai minori costi di manutenzione, che non sempre il potenziale acquirente percepisce. Il secondo motivo è il timore del consumatore di una precoce obsolescenza e, quindi, di una sensibile perdita di valore dovuta al fatto che la tecnologia non è ancora arrivata a maturazione in termini di autonomia, consumi e velocità di ricarica. Un timore alimentato anche dai ritardi di sviluppo della rete di ricarica. Alla debolezza della domanda contribuisce poi la scarsa trasparenza sull’usato elettrico. Spesso”, sottolinea Siviero, “persino nei siti specializzati non sono dichiarate né la capacità residua della batteria, che deve essere certificata dalla Casa o da un ente terzo autorevole, né l’autonomia residua né i tempi di ricarica nelle diverse situazioni. In alcuni casi manca persino la “taglia” della batteria se il modello ne prevede più di una, parametro essenziale per la comprensione del valore del veicolo. Infine, la perdurante scarsa chiarezza del quadro normativo, per esempio sulla possibilità che siano riproposti a breve gli incentivi all’acquisto o che l’Unione Europea sposti in avanti la data di messa al bando dei motori a combustione termica”.
25 luglio 2024
Corrono i prezzi delle auto nuove
In cinque anni il listino medio di tutti i modelli /versioni/allestimenti offerti sul mercato è aumentato del 47%. Negli ultimi 12 mesi la crescita è stata del 6,6%.
Rispetto all’ultimo anno pre pandemia, la media dei prezzi di listino di tutte le auto nuove in vendita in Italia, escluse le supercar, è aumentata del 47,4%. Lo rivela l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’ Editoriale Domus che ha analizzato i listini ufficiali di luglio 2020 – quando il prezzo medio di tutti i modelli/versioni/allestimenti disponibili era di 42.695 euro Iva compresa – e di luglio 2024, mese in cui i cosiddetti Infocar Anno/Mese hanno registrato un prezzo medio di 62.950 euro Iva compresa.
L’incremento, evidenzia l’Osservatorio Quattroruote Professional, sconta anche la trasformazione che ha investito il mercato dell’auto negli ultimi anni. Sono appena 11 su 4358, infatti, i modelli/versioni/allestimenti presenti cinque anni fa che risultano tuttora a listino. Un cambiamento che si spiega non solo con la transizione ecologica nella prospettiva della riduzioni di emissioni climalteranti in cui è impegnata l’industria automobilistica (che ha portato a massicci investimenti nell’elettrificazione della gamma di ciascuna Casa), ma anche con l’arricchimento tecnologico, in termini di sicurezza attiva, a cui sono state progressivamente “costretti” i costruttori (solo pochi giorni fa, il 7 luglio 2024, è diventato obbligatorio su tutte le auto di nuova immatricolazione un pacchetto di Adas che comprende la frenata automatica, il mantenimento della corsia, il monitoraggio del guidatore, l’intelligent speed assistant, l’Event data recorder, ossia la scatola nera incorporata nell’auto, la predisposizione dell’alcolock e il monitoraggio della retromarcia).
Se invece si prendono a riferimento gli ultimi 12 mesi, il prezzo medio di listino di tutti gli Infocar Anno/Mese presenti a luglio 2023 e a luglio 2024 ha registrato un incremento del 6,6%, con il prezzo medio che è passata da 59.026 a 62.950. Il mercato, sottolinea l’Osservatorio Quattroruote Professional, ha subito un’importante trasformazione anche nell’ultimo anno. I modelli/versioni/allestimenti a listino che erano presenti già 12 mesi fa, infatti, sono appena 1876 su 4358. Insomma, la composizione dell’offerta risulta mutata profondamente nel giro di appena un anno.
Tornando ai prezzi delle auto nuove, l’Osservatorio Quattroruote Professional precisa che i dati si basano sui prezzi di listino ufficiali di tutti i modelli/versioni/allestimenti di tutte le case automobilistiche presenti in Italia nei periodi indicati e non tiene conto né degli sconti praticati ai singoli clienti dalle singole concessionarie né delle campagne promozionali proposte degli stessi costruttori, due fattori che, a seconda della politica commerciale della Casa e dei dealer, dei mesi dell’anno e dei periodi storici, possono abbattere di alcuni punti percentuali il prezzo finale di vendita del singolo esemplare (peraltro gravato degli accessori a pagamento, non oggetto dell’analisi).
A questo proposito, l’Osservatorio Quattroruote sottolinea che gli sconti e le campagne promozionali erano mediamente più generosi cinque anni fa e un anno fa, quando l’offerta era sensibilmente superiore alla domanda, rispetto a quelli praticati attualmente, in una situazione di mercato che solo negli ultimi mesi si sta riallineando a quella pre Covid.
18 luglio 2024
Scendono leggermente le quotazioni delle auto usate
A luglio valori residui in calo per le vetture con anzianità di 12 e 48 mesi
Le quotazioni delle auto usate stanno mediamente scendendo. Lo certifica l’Osservatorio Quattroruote Professional, la nuova iniziativa di analisi dei mercati automotive dell’Editoriale Domus, secondo cui il calo è evidente sulle vetture con minore anzianità, quelle targate da 12 mesi (prevalentemente l’usato ex noleggio a breve termine e aziendale) e lieve su quelle con anzianità di 48 mesi (in maggioranza ex noleggio a lungo termine), mentre gli esemplari immatricolati da più tempo mostrano, in media, ancora una leggera crescita.
I grafici in basso mostrano l’andamento del valore residuo medio percentuale rispetto al prezzo di listino nel periodo compreso tra luglio 2023 e luglio 2024 nelle tre situazioni analizzate dall’Osservatorio Q|P. Come si può vedere, nel primo diagramma (12 mesi) il calo, ancorché con andamento variabile, prosegue ininterrottamente da ottobre 2023. In particolare, negli ultimi nove mesi il valore residuo medio è passato dal 75,8 al 74%. Per trovare un valore più basso di quello di luglio 2024 bisogna tornare indietro a dicembre 2022.
Sulle auto con 48 mesi di anzianità, invece, il rallentamento è appena accennato. Di fatto si tratta, per il momento, di una stabilizzazione delle quotazioni, che a luglio, con un valore residuo del 57,9%, restano non lontane dal massimo storico di febbraio 2024 (58,2%). Per vedere un dato inferiore all’ultimo, bisogna risalire solo a dicembre 2023.
Per quanto riguarda, infine, le vetture più anziane, quelle di 72 mesi, il 46,5% di valore residuo registrato nel mese di luglio costituisce un nuovo massimo storico, anche se osservando l’andamento del dato su un arco di tempo più lungo risulta evidente il rallentamento di una crescita che aveva iniziato ad accelerare nell’autunno del 2021. Dall’inizio del 2024, infatti, l’aumento del VR a 72 mesi è stato di appena otto frazioni di punto, mentre nello stesso periodo del 2023 era stato di ben 3,1 punti percentuali.
Sei un professionista e Desideri ricevere un’ analisi ad hoc grazie all’osservatorio Q|P?
Compila il FORM e contattaci ora
Tutti i campi sono obbligatori






