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Monopattini elettrici: sono veicoli o no?

Veicoli o dispositivi elettrici?

Il vuoto legislativo intorno ai monopattini elettrici continua a creare confusione, soprattutto dopo la maximulta da oltre 1000 euro emessa dalla polizia municipale di Torino nei confronti di un malcapitato che viaggiava nell’area urbana. Il poliziotto ha trattato il monopattino elettrico come se fosse un ciclomotore, con relativi obblighi di legge.  Il ragazzo è stato quindi ritenuto colpevole di viaggiare senza carta di circolazione, targa e assicurazione, e la maximulta è scattata di conseguenza.

Se superano i 6 km/h sono ciclomotori

Tutto è nato da una circolare emessa dal dirigente della Polizia municipale Giovanni Acerbo lo scorso 21 ottobre, che equipara dichiaratamente i monopattini elettrici ai motorini. “Se i monopattini elettrici, per ragioni costruttive, sono idonei a superare la velocità di 6 km/h sono da considerarsi ciclomotori”. Di conseguenza, continua la circolare, “la circolazione è subordinata all’osservanza delle conseguenti norme applicabili del Codice stradale, in particolare delle disposizioni di cui agli articoli 97 (per il rilascio del certificato di circolazione e della relativa targa) e 193 (per la prescritta copertura assicurativa R.C.), nonché delle altre disposizioni relative ai requisiti di guida e di comportamento”. Cosa significa in pratica? Multe che ammontano rispettivamente a 158, 79 e 868 euro.

Veicoli sì, ma solo in certe zone

I monopattini elettrici, però, sono considerati veicoli soltanto in certe aree urbane, in altre no. Questa nebulosa definizione proviene da una delibera del comune torinese del 9 ottobre, che ha approvato la circolazione di monopattini e segway nelle zone con limite di velocità a 30 km/h, nelle aree pedonali autorizzate e nelle piste ciclabili. In queste zone vale la dicitura di “dispositivi elettrici”, e la circolazione è dunque libera senza sanzioni. Fuori dalle suddette aree, invece, i monopattini elettrici saranno considerati ciclomotori, e dovranno sottostare alle normative previste dalla legge.

La confusione, insomma, è alta. Si riscontra sempre di più la necessità di una regolamentazione a livello nazionale per dirimere le controversie ed evitare sanzioni eccessive per gli ormai numerosissimi affezionati di questo mezzo di trasporto.