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Coronavirus: le risposte del mondo dell’auto

Anche il settore automotive si sta adeguando al nuovo decreto varato dal governo per l’emergenza coronavirus. Sabato 7 marzo, l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha deciso di isolare una fetta del Nord Italia, per estendere poi, in data 10 marzo, il decreto a tutto il Paese, dichiarato “zona protetta”. Si stabilisce il divieto di ogni spostamento delle persone in entrata e uscita a meno che non esistano comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa.

Le disposizioni interessano molte grandi aziende automobilistiche, a partire dalla Motor Valley, la zona dell’Emilia, con la Ferrari. L’azienda del Cavallino Rampante ha comunicato di aver “messo in atto tutte le misure richieste per consentire al proprio personale di svolgere l’attività lavorativa nelle migliori condizioni possibili e pertanto conferma al momento la propria continuità operativa. Fermo restando che detta continuità non può prescindere da quella dei nostri fornitori, con i quali siamo in costante contatto.” Altrettanta operatività insieme alla tutela dei dipendenti ha dichiarato un rappresentante della Dallara di Varano de’ Melegari, nel parmense. “Stiamo agevolando e potenziando lo smart working per le aree di progettazione e per le posizioni non essenziali. In azienda è presente personale solo in caso sia necessaria l’interazione con le parti produttive, per le quali abbiamo adottato una serie di misure per evitare contatti: abbiamo, per esempio, predisposto gruppi di lavoro separati e ristretti in aree distanti”. Anche alla Maserati di Modena le attività sono tutte regolari. “Stiamo continuando a lavorare nel rispetto delle disposizioni del decreto”, ha affermato una portavoce, sottolineando l’assenza di problematiche per le aree produttive. Ovviamente, la Maserati segue anche le indicazioni del gruppo Fiat Chrysler, che in Italia è interamente operativo. Rigide misure di controllo e ricorso allo smart working sono, insomma, la risposta ragionata di molte aziende automobilistiche.

Pirelli ha dichiarato la continuità di tutte le attività di business, che quindi rimangono garantite, senza impatti sulle attività produttive. La multinazionale degli pneumatici, che in Italia impiega 3.247 persone, sottolinea che gli addetti alla produzione sono regolarmente al lavoro nelle fabbriche di Settimo Torinese e di Bollate (Milano) e tutelati con “tutte le possibili precauzioni sanitarie.” Non sono previsti dalle prescrizioni emesse impatti significativi legati al trasporto delle merci. Le aziende automobilistiche rimangono in costante contatto con le istituzioni per avere indicazioni in tempo reale e gestire al meglio le attività logistiche di produzione e fornitura.

Infine, anche alla modenese Pagani Automobili non sono emerse problematiche sostanziali. “Le attività procedono regolarmente, ovviamente nel rispetto delle direttive del decreto governativo”, hanno dichiarato da San Cesario sul Panaro. Anche qui si implementano forme di lavoro alternative, come lo smart working. Una reazione al momento controllata e precauzionale per tutto il settore automobilistico in costante aggiornamento sull’evoluzione della situazione.