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Come resistono le quotazioni a 36 mesi dei modelli più venduti del 2023?

Il valore residuo è oramai il dato più importante per costruttori, noleggiatori e finanziarie.

Nell’ambito dell’attività continuativa di studio di questi valori, il nostro team di Analisi di Mercato ha elaborato un’indagine specifica ad ampio raggio sui modelli in commercio.

In questo articolo abbiamo analizzato le quotazioni a 36 mesi dalla prima immatricolazione delle auto più vendute alle flotte nel corso di quest’anno.

Tra i dati analizzati risulta che:

  • tra le citycar il valore residuo della 500 batte quello della Panda (54% vs 53%), lasciando Smart fortwo indietro;
  • nel segmento delle Compatte troviamo in testa la Opel Corsa (54,8%), seguita da Citroën C3 e Lancia Ypsilon;
  • la Volkswagen T-Roc (59,5%) risulta essere la prima per valore residuo nel segmento B-Suv, rispetto a Renegade e 500X;
  • tra le Medie invece primeggia la Skoda Octavia nella versione station (57%) battendo Golf e Ford Focus nonostante quest’ultima sia risultata leader delle immatricolazioni aziendali/flotte nei primi dieci mesi dell’anno;
  • C-Suv, categoria regina indiscussa del mercato, vede alcuni tra i valori più alti dell’analisi con La Tonale (60,4%) che corre lasciandosi dietro Tiguan e Peugeot 3008, prossime alla sostituzione;
  • le Grandi se la giocano in casa tedesca con Serie 3 a A4, ma la prima vince nettamente sulla seconda (59,4% vs 49,7%) che si posiziona appena sopra la più anziana Passat;
  • tra le D-Suv, quinto segmento di maggior successo tra flotte e aziende, prevale la Mercedes GLC (60,3%) con molteplice scelta di alimentazioni e anche due varianti di carrozzeria, seguita da BMW X3 e Stelvio;
  • il segmento delle Superiori viene scombussolato dall’ingresso della Tesla S (61,2%) che si aggiudica il primo posto (anche se con un numero di immatricolazioni molto inferiori rispetto alle tedesche), seguita con ampio distacco da Audi A6 e BMW Serie 5 (settima generazione);
  • turno delle Suv superiori dove troviamo l’exploit di un modello che, di recente, risulta girare ai piani alti della classifica delle vetture aziendali (proprietà o leasing), con il valore residuo più elevato dell’intera analisi: la Range Rover Sport (63,9%). A seguire, con valori comunque alti, troviamo Mercedes GLE e Grecale;
  • Ammiraglie a rapporto, il modello a subire la svalutazione più contenuta risulta essere BMW serie 7 (valore residuo al 55,8%), appena superiore alla Mercedes classe S che invece stacca di molto l’Audi A8;
  • chiudiamo il giro con il segmento in discesa MPV dove troviamo a parimerito la BMW Serie 2 Active Tourer e Mercedes Classe B (60,1%), seguite da Dacia Jogger.

E per quanto riguarda le differenze di alimentazione? Abbiamo pensato anche a quelle.

Se il motore diesel è ancora il prediletto delle true fleet (leasing + NLT), seguito da benzina (con apporto di mild hybrid) e dalle alimentazioni alternative. È altresì vero che tra quest’ultime a prevalere è il plug-in, seguito da full hybrid e dall’elettrico puro.

  • tra le benzina (in cui comprendiamo anche le mild hybrid) quella con il valore residuo più alto è la meno venduta sul mercato tra le best seller: la 500 (54%), seguita da Ypsilon e Panda molto vicine tra loro;
  • il motore a gasolio puro, che ancora primeggia su tutti, vede in testa la Tiguan (58,7%) che resiste alla pensione un po’ più di Skoda Octavia e della 3008;
  • mentre tra le full hybrid c’è un costruttore che detiene il monopolio assoluto e questo è Toyota. Con le sue Yaris Cross (60%), Yaris e C-HR non lascia competizione alle altre Case;
  • più varietà invece tra le ibride plug-in dove Kuga (57,5%) soffia di poco il podio il primato alla cinese Link & Co 01 a sua volta seguita dalla Jeep Compass;
  • chiudiamo il cerchio con le pure elettriche dove ritorna la californiana Tesla con il suo Model Y (63,5%) che distacca e non di poco la 500E e la Smart.

 

In collaborazione con Quattroruote.