Auto elettriche e concessionari: punti di vista a confronto

Il tema della futura transizione a una mobilità solo elettrica e come questo impatterà sul mondo della distribuzione fa molto discutere gli addetti al settore, che non si sono mai sottratti dal sollevare punti a favore e criticità.

La controprova è la recente dichiarazione del CEO del gruppo Stellantis, Carlos Tavares, a cui ha ribattuto Adolfo De Stefani Cosentino, presidente dell’associazione delle concessionarie italiane.

Carlos Tavares: le elettriche sono una scelta politica a danno del ceto medio

Tema energetico e conseguenze sociali sono alla base della posizione sostenuta dal CEO del gruppo Stellantis, “Con il mix energetico dell’Europa, un veicolo elettrico deve percorrere 70 mila chilometri prima di compensare l’impronta di CO2 creata dalla fabbricazione della batteria. Solo a quel punto inizia ad allargare il divario con un veicolo ibrido leggero. Sappiamo anche che un veicolo ibrido leggero costa la metà di un elettrico. Alla fine, è meglio accettare auto ibride termiche molto efficienti in modo che rimangano accessibili e forniscano un beneficio immediato in termini di CO2, o è necessario avere veicoli al 100% elettrici che le classi medie non potranno permettersi, chiedendo intanto ai governi di continuare ad aumentare i loro deficit di bilancio per fornire incentivi?”.

Inoltre, secondo Tavares, lo Stato dovrebbe tutelare maggiormente i costruttori che, per convertire la produzione in elettrica, subiranno un notevole aumento dei costi. Continua, “se gli Stati riescono ad accompagnare questa transizione con delle sovvenzioni per cinque anni, forse ce la caveremo. Altrimenti si fanno prendere più rischi sociali all’insieme della cittadinanza”.

E i concessionari? Sono destinati a “sparire se non faranno felici i loro clienti: i produttori non potranno più permettersi di sostenerli in un contesto di aumento dei costi. Non abbiamo più bisogno di avere showroom di duemila metri quadrati, vere e proprie cattedrali. Questi costi non corrispondono più alla realtà di oggi. Per i concessionari è l’occasione per compiere una svolta verso la qualità del servizio e la frugalità”.  

 

Federauto: i concessionari saranno sempre indispensabili, i costi di produzione dipendono dalle Case

È proprio l’ultimo punto sollevato da Tavares ad animare l’opposizione dell’associazione concessionarie italiane che, tramite la voce del suo presidente De Stefani Cosentino, afferma: “Tavares confonde il concetto di soddisfazione del cliente con l’efficienza delle concessionarie e mette impropriamente in relazione l’insostenibile crescita dei costi di produzione delle auto con le caratteristiche degli showroom, cattedrali di cui non vi sarebbe più bisogno in vista di un new deal fatto di frugalità, la nuova opportunità per i dealer”.

Secondo il presidente di Federauto, infatti, la rete distributiva sarà “la prima a gioire della riduzione di costi e sprechi per standard inutili”, ma non potrà più farsi carico dei costi di politiche industriali inefficienti, fino a oggi scaricate sulla rete e sul consumatore finale. “L’auto”, ricorda, “è un bene durevole e quindi la presenza capillare della rete distributiva è indispensabile”. Impensabile, sarebbe dunque pensare alla rete distributiva senza concessionari.